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Reggio Emilia crocevia del narcotraffico internazionale: i Carabinieri smantellano la rete dominicana che inondava il Nord e Centro Italia di cocaina pura all’80%



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Reggio Emilia crocevia del narcotraffico internazionale: i Carabinieri smantellano la rete dominicana che inondava il Nord e Centro Italia di cocaina pura all’80%

Tra l’11 e il 13 luglio 2026 i Carabinieri della Sezione Operativa del NOR di Reggio Emilia hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Reggio Emilia, su richiesta della locale Procura della Repubblica diretta dal Procuratore Dott. Calogero Gaetano Paci che ha coordinato in ogni suo passo la complessa indagine.

Il provvedimento riguarda sei soggetti di origine dominicana (di età compresa tra i 24 e i 45 anni), ritenuti presuntivamente responsabili, a vario titolo, di traffico e detenzione di ingenti quantitativi di cocaina in concorso e con l’aggravante della transnazionalità. All’esito delle attività odierne, sono state eseguite cinque misure cautelari: tre uomini (rispettivamente di 30, 32 e 37 anni) sono stati associati in carcere, mentre due donne del gruppo (una di 24 e una di 31 anni) sono state poste agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.

Uno dei destinatari del provvedimento risulta allo stato latitante all’estero, per il quale sono già state avviate le procedure di internazionalizzazione. L’attività investigative, coordinata dalla Procura reggiana, ha preso il via nell’ottobre 2025 come sviluppo di pregresse attività, partendo da mirati servizi di osservazione e pedinamento.

I carabinieri della sezione operativa del NOR della Compagnia di Reggio Emilia hanno ricostruito l’esistenza presuntiva di un sodalizio criminale di matrice domenicana estremamente dinamico e professionale, che aveva stabilito la propria base logistica e il centro nevralgico di stoccaggio e smistamento a Reggio Emilia, all’interno di un immobile alla periferia della città. Le attività erano coordinate da un uomo di 33 anni, identificato come il promotore dei flussi di approvvigionamento dalla Spagna.

Il gruppo operava, secondo quanto accertato in via presuntiva – come un’efficiente impresa di import-export: la droga veniva acquistata direttamente da fornitori autoctoni in territorio iberico e trasportata in Italia attraverso corrieri che utilizzavano la tecnica della “staffetta” (auto apripista) per eludere i controlli alla frontiera di Ventimiglia.

L’aspetto particolarmente rilevante emerso dalle indagini riguarda la sofisticazione dei mezzi di trasporto. Il sodalizio gestiva una vera e propria flotta di veicoli modificati (tra cui Mercedes Classe A, Fiat Bravo, Renault Scenic e Chevrolet Captiva) dotati di doppi fondi (definiti in gergo “Hojo” o “Buco”) ricavati sotto la scocca o i sedili posteriori con apertura anche elettronica.

Il 23 febbraio 2026 durante un’attività presso un’autorimessa del milanese i Carabinieri hanno sorpreso due uomini (il 32enne e il 37enne poi destinatari della custodia in carcere) mentre estraevano 8 panetti di cocaina da una Seat Leon dotata di un particolare sistema di occultamento: lo scomparto elettromeccanico si attivava solo premendo contemporaneamente l’interruttore dello sbrinatore del lunotto posteriore e un pulsante nascosto sotto la moquette.

All’interno sono stati rinvenuti panetti contraddistinti dalla decalcomania di “Topolino” (Mickey Mouse), un marchio utilizzato per distinguere le partite di droga che, dalle analisi tecniche, è risultata purissima, con una qualità e un principio attivo vicino all’80%.  L’indagine, supportata da attività tecniche e tracciamenti GPS, ha permesso di documentare una notevole capacità distributiva quantificata in 43,5 kg complessivi di cocaina (di cui 21,5 kg già sequestrati in flagranza e altri 22 kg monitorati durante le cessioni cosiddetta droga “parlata). La rete di distribuzione non si fermava all’Emilia-Romagna, ma si diramava capillarmente in gran parte del Centro-Nord Italia, toccando anche Lombardia, Liguria, Toscana, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Umbria e Piemonte. Tra i riscontri più importanti dell’indagine spiccano:

  • 17 Novembre 2025 (Udine): l’intercettazione in tempo reale di una tratta autostradale che ha portato all’arresto in flagranza di un acquirente di 27 anni e al sequestro di 820 grammi di cocaina.
  • 13 Gennaio 2026 (Casello di Campegine – RE): il maxi-sequestro di 12 kg di cocaina (10 panetti) abilmente occultati nel doppiofondo di una Renault Espace condotta da un complice di 26 anni;

Decine, inoltre, le consegne documentate da Firenze (presso il parcheggio di un centro commerciale a Trieste, Potenza, Parma, Bologna e La Spezia). Per minimizzare i rischi di controlli stradali, gli indagati non esitavano a coinvolgere i propri nuclei familiari. Le indagini hanno documentato viaggi di consegna in cui i trafficanti si spostavano con le mogli e i figli minori a bordo, simulando normali gite domenicali per trasportare carichi dal valore di centinaia di migliaia di euro. Le donne del gruppo ricoprivano ruoli operativi fondamentali e tutt’altro che marginali: a loro era affidata la logistica legata alla custodia materiale della droga e al conteggio del denaro contante provento delle cessioni, assicurando la continuità e la stabilità finanziaria dell’organizzazione.  Il procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguirà per i consueti approfondimenti investigativi al fine delle valutazioni e determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione penale.

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