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Bassa reggiana: trova il coraggio di denunciare e mette fine a un inferno di molestie e persecuzioni



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Bassa reggiana: trova il coraggio di denunciare e mette fine a un inferno di molestie e persecuzioni
immagine di repertorio

Ha trovato la forza e il coraggio di denunciare anni di continue molestie, permettendo così ai Carabinieri di Cadelbosco Sopra di intervenire prontamente per garantirle protezione. Ieri pomeriggio, 9 luglio, i Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza che impone all’indagato di mantenere una distanza dalla vittima e di indossare un “braccialetto elettronico per il controllo. Questo provvedimento è stato richiesto dalla Procura e sancito dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Reggio Emilia contro un 49enne di Cadelbosco Sopra, disoccupato e accusato di atti persecutori.

Il provvedimento è il risultato di un’efficace indagine nata dalla denuncia dettagliata della vittima, una donna di 58 anni dello stesso comune. La signora ha raccontato agli investigatori una storia di violenza fisica e vessazioni psicologiche che dura dal 2017, iniziata durante una breve relazione con l’uomo. Nonostante la fine del loro rapporto, non accettata dall’indagato, questo ha intensificato una vera campagna persecutoria. L’uomo, con precedenti legati a droghe e alcol, è accusato di pedinare, appostarsi ingiustificatamente nel cortile della donna e minacciarla pesantemente. Tra gli episodi più gravi vi sono atti vandalici come il danneggiamento delle gomme dell’auto e l’incendio di alcuni indumenti dell’ex compagna.

Questi comportamenti hanno provocato nella vittima un grave stato di ansia e paura per la propria sicurezza, costringendola a cambiare radicalmente le sue abitudini quotidiane. Le prove raccolte dai Carabinieri sono state confermate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia. Considerata la gravi della situazione e il rischio imminente di recidiva, è stata richiesta e accolta una misura cautelare che impone all’indagato di tenersi a distanza dalla vittima e vieta qualsiasi forma di contatto. Per garantire il rispetto delle restrizioni, è stato ordinato l’uso di dispositivi elettronici per il monitoraggio a distanza. L’ordinanza specifica che se l’indagato rifiuta l’installazione del braccialetto elettronico o non rispetta le prescrizioni, verrà disposto immediatamente il carcere preventivo.

Le indagini preliminari continueranno per ulteriori accertamenti in vista di eventuali azioni penali.

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