L’opera vincitrice della terza edizione del premio di studio Pietro Gambarelli, dedicato allo studioso di storia locale e scultore della pietra prematuramente scomparso cinque anni fa, sarà svelata domenica pomeriggio, alle 17.30, nell’antico borgo di Bergogno.
“Il tema su cui si sono impegnati, nell’arco di un biennio – sottolinea Enzo Gambarelli – studiosi, ricercatori e appassionati di storia locale, riguarda l’utilizzo delle acque nell’Appennino reggiano e le vicende storiche che lo hanno caratterizzato. Il riconoscimento intitolato a mio fratello Pietro è per noi il modo migliore per ricordare la sua figura e le sue attività culturali e artistiche, che con tanto impegno, passione e affetto aveva riservato alla sua terra natia, ma non solo”.
Durante l’evento interverranno i rappresentanti della famiglia Gambarelli, promotrice dell’iniziativa, oltre che dei patrocinatori della stessa, cioè il Comune di Casina, la sezione reggiana della Deputazione di storia patria per le antiche provincie modenesi e la Pro loco Bergogno medievale. È poi in programma il contributo del geologo Amos Vincenzo Merlini.
Oltre a quello vincente, la commissione giudicatrice, composta da Gabriele Fabbrici e Giuseppe Adriano Rossi (Deputazione), Giuseppe Giovanelli (storico), Enzo e Giuseppe Gambarelli, Eva Barbieri (Pro loco) e Monica Sassi (Comune), ha inoltre deciso di segnalare altre due opere meritevoli, che verranno anch’esse premiate nell’occasione.
Ci sarà infine la premiazione dei vincitori della sezione rivolta agli studenti, alla sua quarta edizione, con particolare riferimento alla scuola primaria, cui era stato affidato un tema incentrato sugli elementi decorativi delle facciate delle case.
Alla cerimonia, aperta al pubblico, seguiranno l’intrattenimento musicale con ValeB e la cena sull’aia con specialità locali (su prenotazione – Lucia, 3355782067).
“Ogni edizione del concorso – conclude Enzo Gambarelli – conferma quanto sia vivo l’interesse per la storia della nostra montagna e per la memoria delle persone che l’hanno studiata e valorizzata. Ricordare Pietro significa continuare a guardare al passato con curiosità e rigore, ma anche trasmettere alle nuove generazioni l’amore per le proprie radici. È questo il patrimonio più prezioso che intendiamo lasciare in eredità al territorio”.

