La Polizia Locale dell’Appennino Reggiano, insieme ai Comandi di tutta Italia, ha reso omaggio all’agente Francesco Imprezzabile della Polizia Locale di Milano, tragicamente scomparso mentre era in servizio a bordo della propria motocicletta durante l’inseguimento di un SUV che non si era fermato a un posto di controllo. Le successive indagini, condotte dalla Polizia Locale di Milano e di Monza, hanno consentito di individuare e fermare il conducente del veicolo in fuga, un cittadino albanese di 27 anni con precedenti di polizia, attualmente agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. L’uomo è accusato di fuga pericolosa e di morte come conseguenza di altro reato.
Per ricordare il collega caduto, gli agenti e gli ufficiali della Polizia Locale dell’Appennino Reggiano hanno scelto la suggestiva cornice della Pietra di Bismantova, dove si è svolta una cerimonia commemorativa alla quale ha preso parte anche il Reparto Motociclisti del Comando dell’Unione. Il suono delle sirene, seguito da un minuto di raccoglimento, ha scandito, in contemporanea con i Comandi di Polizia Locale di tutta Italia, l’inizio delle esequie dell’agente Francesco Imprezzabile, in un momento di profonda partecipazione e vicinanza alla famiglia, ai colleghi e al Comando di Milano.
La scomparsa dell’agente Imprezzabile richiama ancora una volta l’attenzione sul delicato e prezioso lavoro che ogni giorno le donne e gli uomini della Polizia Locale svolgono al servizio delle comunità. Un’attività che comprende il controllo del territorio, la sicurezza urbana, la polizia giudiziaria e la tutela della legalità, svolta con professionalità, senso del dovere e costante presenza a fianco dei cittadini. Si tratta di un servizio che comporta inevitabilmente anche rischi significativi. Ogni giorno gli operatori di Polizia Locale mettono la propria incolumità al servizio della collettività, consapevoli che l’adempimento del proprio dovere può esporli a situazioni di grave pericolo. Il sacrificio dell’agente Francesco Imprezzabile rappresenta una testimonianza di straordinaria dedizione, coraggio e senso dello Stato. Ha scelto di adempiere fino in fondo al proprio dovere, senza voltarsi dall’altra parte di fronte a un comportamento gravemente pericoloso che avrebbe potuto mettere a rischio la sicurezza e l’incolumità di altri cittadini. Il suo esempio resterà un punto di riferimento per tutti gli appartenenti alla Polizia Locale italiana, che ogni giorno prestano servizio con lo stesso spirito, dalle grandi città fino ai territori più periferici, come quelli del nostro Appennino.

