La storia trae origine da una duratura e drammatica sequenza di episodi di violenza domestica, abusi fisici e forti pressioni psicologiche avvenute all’interno della famiglia a partire da dicembre 2022. Un uomo, spesso in stato di alterazione a causa dell’abuso di alcol, ha ripetutamente aggredito, insultato e minacciato di morte la moglie, arrivando a colpirla con schiaffi e pugni al ventre mentre era incinta e persino tentando di soffocarla con un cuscino.
Le violenze, perpetrate regolarmente anche davanti alla giovane figlia della coppia, andavano dalle umiliazioni quotidiane alle severe limitazioni della libertà personale, incluse minacce esplicite di farle del male, costringendola a rivolgersi più volte al pronto soccorso e a chiedere aiuto alle autorità. Gli atti criminali presunti compiuti dall’uomo nei confronti della moglie hanno portato i carabinieri di Rubiera, ai quali la donna ha raccontato i fatti nel corso di una dolorosa deposizione, a denunciare un uomo di 43 anni residente in paese alla Procura di Reggio Emilia, diretta dal Procuratore Calogero Gaetano Paci.
La Procura, concordando con le indagini dei Carabinieri di Rubiera, ha richiesto e ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Reggio Emilia l’applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla vittima e ai luoghi da lei frequentati. L‘indagato deve mantenere una distanza minima di 1.000 metri dalla vittima ed è vietato ogni contatto telefonico o telematico con lei. La misura è monitorata tramite un dispositivo di controllo elettronico a distanza (braccialetto elettronico).
Le indagini hanno tracciato l’escalation delle violenze, sviluppatesi principalmente a Rubiera, dove l’indagato manteneva un regime di totale sottomissione, offendendo la moglie quotidianamente, vietandole corsi di italiano e imponendole di indossare il velo anche in casa sotto minaccia di isolamento forzato. Tra gli episodi più gravi si distinguono le brutali percosse del 2023 durante la gravidanza della donna, che per paura del marito presente in ambulatorio medico dichiarava ai sanitari che le ferite erano frutto di una caduta accidentale. Successivamente, sfrattato dall’abitazione coniugale, l’indagato si era temporaneamente trasferito a Imola. Anche da lontano, l’uomo continuava a manifestare la sua natura violenta: si presentava ai domicili temporanei della moglie, minacciandola di morte e simulando gesti intimidatori nonostante l’intervento dei Carabinieri. Recentemente l’uomo si è trasferito all‘estero avviando un’attività economica da cui ha continuato a esercitare pressioni psicologiche sulla vittima.
Le indagini hanno documentato come egli effettuasse chiamate minatorie e inviasse messaggi vocali preannunciando intenzioni omicide al suo ritorno in Italia, ordinandole di non allertare i Carabinieri. Il quadro probatorio, composto da referti medici, registrazioni audio e rapporti dei Carabinieri, ha evidenziato un pericolo imminente e concreto di recidiva dei reati. Questa situazione ha portato all‘attuale provvedimento cautelare dei Carabinieri di Rubiera a tutela della donna e della bambina, ora protette in una struttura sicura.

