Questa volta, a finire nel mirino sono tre comuni dell’Appennino modenese: Fiumalbo, Pievepelago e Serramazzoni. Il prossimo fine settimana, in tutti e tre i paesi si terrà un mercato della Versilia e, in due comuni, sarà collocato a un solo giorno di distanza dal mercato settimanale degli operatori del commercio ambulante. A Fiumalbo l’appuntamento è sabato 4, mentre il mercato settimanale si tiene il 5; a Pievepelago il mercato del Consorzio è in programma domenica 5, quello settimanale lunedì 6; a Serramazzoni si replica con un altro consorzio sempre domenica 5 luglio.
“Fare mercati in un territorio come l’Appennino, dove l’estate è il momento di punta, significa sottrarre lavoro agli operatori del commercio ambulante – afferma Matteo Tadolini, Consigliere ANVA Confesercenti Modena e Presidente Confesercenti Area del Frignano. Il nostro territorio ha delle peculiarità e non ha bisogno di questi finti consorzi, che non hanno nulla a che fare con la nota località della Versilia. Tre mercati in un solo weekend nel Comprensorio del Frignano sono francamente troppi. È bene ricordare che questi mercati non rispettano le normative regionali del settore del commercio ambulante, non pagano l’occupazione di suolo pubblico e non offrono le garanzie merceologiche dell’originale mercato di Forte dei Marmi, quello appunto che si tiene nell’omonima località turistica toscana. Per noi si tratta di un fallimento sia sul piano commerciale sia su quello turistico: questi comuni hanno davvero tanto da offrire e non c’è alcuna necessità di importare iniziative esterne”.
Tadolini chiede alle amministrazioni locali un cambio di rotta: puntare su eventi che coinvolgano le attività del territorio e ne valorizzino le tipicità, invece di ospitare mercati che finiscono per cannibalizzare il commercio ambulante ordinario. “Probabilmente la facilità organizzativa di queste iniziative fa comodo ai comuni ma il risultato è un danno diretto per gli ambulanti locali, che le amministrazioni dovrebbero invece sostenere, tutelare e promuovere. Abbiamo un territorio a vocazione turistica che potrebbe proporre eventi legati all’enogastronomia, alle attività all’aperto, allo sport: non si comprende perché si continui a ricorrere a questi consorzi esterni. Poi le stesse amministrazioni lamentano la scarsa affluenza ai mercati settimanali. Ci auguriamo che queste iniziative restino un episodio isolato e non si ripetano per tutta la stagione estiva” aggiunge Tadolini.
Sul fenomeno è intervenuta anche la Regione Emilia-Romagna: a seguito di un’interrogazione da parte di due membri del Consiglio regionale in commissione Politiche economiche, la Regione ha ricordato come non disponga di poteri di intervento e sanzione diretta, ma che scriverà ai Comuni e ai soggetti interessati affinché si adoperino per il rispetto delle norme vigenti.
“Auspichiamo che i Comuni recepiscano l’invito della Regione e si adoperino concretamente per tutelare gli operatori del commercio ambulante del territorio” conclude Tadolini.

