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Tentato omicidio in zona universitaria a Bologna: arrestato in Francia uno dei presunti responsabili



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Tentato omicidio in zona universitaria a Bologna: arrestato in Francia uno dei presunti responsabiliTramite un incessante coordinamento tra le autorità di polizia francesi e l’Arma dei Carabinieri, pochi giorni fa è stato rintracciato e tratto in arresto, presso la città di Pantin – nel nord della Francia – uno dei presunti responsabili del tentato omicidio perpetrato lo scorso 10 gennaio in Via Giovanni Battista De Rolandis, ai danni di un giovane tunisino.

La vicenda. Lo scorso 10 gennaio, nel tardo pomeriggio, un ventenne di nazionalità tunisina è stato barbaramente aggredito da un gruppo di individui in Via Giovanni Battista De Rolandis: la vittima, inseguita per centinaia di metri nel cuore della Zona Universitaria, era stata accerchiata ed accoltellata dal branco. Il provvidenziale intervento dei Carabinieri e dei sanitari del 118 ha consentito di scongiurare il peggio e di traportare, seppure in pericolo di vita, il malcapitato presso il più vicino pronto soccorso, per il successivo ricovero in prognosi riservata.

Le indagini del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri Bologna Centro erano iniziate pochi istanti dopo l’efferato delitto. Sotto il coordinamento dell’autorità giudiziaria felsinea, gli investigatori dell’Arma hanno analizzato meticolosamente e ripetutamente la scena del crimine, alla ricerca di ogni elemento utile a ricostruire la dinamica dei fatti. Gli elementi di maggior rilievo sono emersi sia dall’esecuzione di attività d’intercettazione, sia, principalmente, dal cosiddetto “pedinamento elettronico”: centinaia di ore di filmati scaricati ed analizzati, attingendo sia al circuito di videosorveglianza pubblica sia a sistemi privati.

Lo sforzo investigativo ha ben presto dato i suoi frutti, portato alla tempestiva identificazione di 10 presunti responsabili, tutti di nazionalità tunisina e tutti senza fissa dimora, di età compresa tra i 17 e i 38 anni (un minorenne e nove maggiorenni).

Per gli 8 più gravemente indiziati erano stati tempestivamente emessi dei provvedimenti restrittivi, sulla scorta dei quali:

  • 5 indagati erano stati fermati nei giorni immediatamente successivi all’aggressione; di questi, due erano stati rintracciati solo dopo svariati giorni di ricerche: avevano infatti trovato momentaneo rifugio all’interno di un casolare abbandonato nelle campagne di Castel Maggiore (BO);
  • un sesto soggetto era stato rintracciato in Olanda, dove le autorità locali, dopo averlo tratto in arresto, avevano subito avviato la procedura di estradizione.

Il cerchio delle ricerche si era pertanto stretto intorno agli ultimi due latitanti rimasti a piede libero, spaziando dalla città alla provincia, sino ad allargare le verifiche al campo internazionale. La collaborazione con i collaterali organi di polizia francesi ha consentito, in queste ore, la rapida esecuzione del Mandato di Arresto Europeo spiccato dal Tribunale di Bologna nei confronti del presunto responsabile, rintracciato nella cittadina di Pantin, a migliaia di chilometri dal luogo dell’efferato delitto, ove si era rifugiato per sfuggire alla cattura.

 

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