Il primo trimestre si conferma storicamente negativo per via della stagionalità, ma il saldo dei primi tre mesi del 2026 (-465 imprese, -0,11%) ha il valore negativo più contenuto degli ultimi 15 anni.
Le nuove aperture sono 8.330, stabili rispetto al 2025. Le cessazioni scendono a 8.795 (rispetto alle 8.965 dello scorso anno).
Prosegue la transizione verso strutture più solide. Volano le società di capitale (+1.000 unità, miglior risultato da 15 anni), mentre continuano a contrarsi le società di persone (-724) e le ditte individuali (-625, ma è il dato migliore da quindici anni).
L’introduzione della nuova codifica Ateco 2025 impedisce confronti storici esatti su molti comparti. Nel trimestre, tengono costruzioni (+9) e servizi diversi dal commercio (+567), mentre registrano flessioni significative l’agricoltura (-671), il commercio (-660) e l’industria (-234).
È quanto emerge dalle elaborazioni di Unioncamere Emilia-Romagna dei dati Movimprese sull’andamento della demografia delle imprese nel primo trimestre 2026 derivanti dal Registro delle imprese delle Camere di commercio. I dati confermano la consueta contrazione d’inizio anno dovuta a fattori stagionali, ma evidenziano un tessuto imprenditoriale resiliente e in progressivo consolidamento strutturale.
Iscrizioni e cessazioni: i flussi del primo trimestre
Nei primi tre mesi dell’anno sono state 8.330 le nuove iscrizioni: un dato in linea con lo stesso periodo del 2025, e che è vicino ai minimi del decennio. Sul fronte opposto, le cessazioni dichiarate dalle aziende sono state 8.795, in lieve calo rispetto alle 8.965 dell’inverno precedente.
Ne è derivato un saldo complessivo pari a -465 imprese (-0,11%) che, sebbene negativo, si è il miglior risultato nel primo trimestre degli ultimi quindici anni.
A livello nazionale la dinamica è stata invece marginalmente positiva (+0,01%). Nel centro-nord l’Emilia-Romagna si posiziona vicino alla Lombardia (+0,08%) e meglio rispetto a Veneto (-0,31%) e Piemonte (-0,30%).
Forme giuridiche: cresce la robustezza aziendale
Sotto il profilo della natura giuridica, l’analisi evidenzia il progressivo rafforzamento del sistema economico emiliano-romagnolo.
Le società di capitale mettono a segno un saldo attivo record di +1.000 unità (+0,7%), il miglior primo trimestre da 15 anni a questa parte, spinte dall’attrattività delle s.r.l. e s.r.l. semplificate.
Al contrario, diminuiscono le società di persone, che chiudono il trimestre a -724 unità (-0,8%). Le ditte individuali segnano un passivo di 625 unità (-0,3%), che rappresenta però il dato più contenuto degli ultimi quindici anni.
In flessione anche le altre forme, tra cui cooperative e consorzi (-78 unità).
Analisi settoriale: l’impatto della nuova classificazione Ateco 2025
Questi, in sintesi, gli andamenti per settore:
- Agricoltura, silvicoltura e pesca: accusa la flessione più pesante con un saldo negativo di 671 imprese (-1,4%), trainato quasi interamente dal comparto agricolo in senso stretto (-644 unità).
- Industria: prosegue il processo di concentrazione strutturale. Il saldo del trimestre è negativo (-234 imprese; -0,5%). Nella manifattura, soffre la moda (-74 aziende), la metallurgia (-61) e la fabbricazione di macchinari (-37); in controtendenza positiva solo la riparazione e manutenzione di macchine (+60 unità).
- Costruzioni: il settore resiste e chiude in scarno attivo (+9 imprese). Al suo interno si nota un andamento dicotomico: crescono i lavori di costruzione specializzati (+88), trainati da ristrutturazioni e piccoli interventi, mentre flette la costruzione di edifici (-72).
- Commercio e Servizi: il commercio all’ingrosso e al dettaglio mostra una chiara contrazione (-660 unità, -0,8%). Al contrario, volano gli altri servizi diversi dal commercio (+567 unità, +0,3%). A spingere la crescita sono soprattutto le attività finanziarie e assicurative (+202 unità, grazie ai servizi finanziari ex assicurazioni), le attività professionali, scientifiche e tecniche (+163 unità, con forte domanda di consulenza gestionale e direzione aziendale) e le attività immobiliari (+73). Bene anche i servizi di supporto alle imprese (pulizie e giardinaggio, +83) e la sanità/assistenza sociale (+48).

