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Sologno, ‘Piccole scuole, grandi maestri’: il ricordo del maestro Bonacini



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Sologno, ‘Piccole scuole, grandi maestri’: il ricordo del maestro Bonacini
Il sindaco Elio Ivo Sassi, Antonella Cestaro e Giuseppe Bonacini

Piccole scuole di montagna, grandi maestri. L’altra mattina nella struttura di comunità “PalaSologno” è stato organizzato un evento di particolare valore educativo e civile, dedicato al maestro Antonio Bonacini, figura che rappresenta “l’essenza dell’insegnamento in Appennino”.

Dopo che, nei giorni scorsi, tutta l’attenzione mediatica è stata rivolta alle scuole comunali d’infanzia di Reggio che applicano il Reggio Emilia Approach, grazie alla visita della principessa del Galles, Kate Middleton, questo appuntamento ha permesso di accendere i riflettori anche sulle scuole di provincia, che non sono mai state seconde a nessuno e vantano una tradizione di pari valore.

La giornata, organizzata dall’Istituto comprensivo di Villa Minozzo, in collaborazione con il Comune, la Pro loco di Sologno e la famiglia del noto maestro, ha voluto essere non solo una commemorazione, ma una celebrazione delle “piccole scuole di montagna, realtà che non sono semplici presidi geografici, ma veri e propri laboratori di innovazione e creatività”.

Protagonisti i bambini e le bambine, gli alunni e le alunne, gli studenti e le studentesse di tutti i plessi dell’istituto, che, con l’aiuto e la guida dei loro docenti, hanno presentato le attività svolte in classe per ricordare non solo il maestro Bonacini, ma anche la scuola di una volta, mettendola a confronto con quella attuale e con una possibile scuola del futuro, tramite un video realizzato dalla classe quinta della primaria di Villa Minozzo.

Ad aprire la mattinata è stato il sindaco Elio Ivo Sassi, che ha ringraziato in primo luogo proprio i bambini, i docenti e la dirigente scolastica, Nicoletta Montecchi, la dirigente dell’Istituto Bismantova di Castelnovo Monti, Giusy Gentili (che è stata anche dirigente a Villa) e, in particolare modo, Antonella Cestaro, dell’Ufficio scolastico territoriale, e Paola Campo, presidente della Rete provinciale delle istituzioni scolastiche del primo ciclo, anch’esse presenti all’incontro. Il primo cittadino ha inoltre ricordato, fra l’altro,  che a Sologno aveva insegnato pure Loris Malaguzzi, fondatore del Reggio Emilia Approach.

Ha preso poi la parola la dirigente Montecchi. “Oggi siamo a ricordare una figura – ha esordito – che ha avuto un profondo legame con Sologno, il maestro Antonio Bonacini.  Qui ha insegnato dal 1939 al 1952 ininterrottamente, salvo il periodo bellico. Ma siamo qui anche per celebrare un’idea di scuola che, tra questi monti, ha trovato terreno fertile. Spesso si pensa che la grandezza di un’istruzione dipenda dai grandi numeri. Ma chi vive le piccole scuole di montagna sa che la verità è un’altra: che proprio loro spesso sono centri di sperimentazione d’avanguardia”.

“Nelle nostre aule – ha proseguito – la necessità si trasforma in virtù. In Appennino la pluriclasse diventa una palestra di aiuto reciproco, permettendo una didattica su misura che mette la relazione umana davanti a ogni programma. Lo dimostrano anche alcune osservazioni dello stesso maestro Bonacini che ho potuto leggere con profonda emozione: l’attenzione verso ognuno dei suoi alunni, il desiderio di avere strumenti idonei per migliorare l’insegnamento da offrire loro, l’orgoglio dei risultati che sapevano raggiungere nonostante difficoltà spesso oggettive”.

Prima di dare voce e spazio alle attività realizzate dagli alunni, Nicoletta Montecchi ha inoltre sottolineato che “il maestro Bonacini e la scuola di quegli anni sono stati l’oggetto del progetto di continuità che il nostro istituto ha svolto in quest’anno scolastico: un filo prezioso che ha unito i nostri bambini dell’infanzia a quelli della primaria per arrivare ai ragazzi delle medie. È stato un cammino corale che dimostra come la nostra scuola sia un’unica, grande comunità educante”.

La mattinata si è conclusa, dopo i ringraziamenti del figlio del maestro Bonacini, Giuseppe, presente con le sorelle Maria Carla, Giovanna, Giulia e le rispettive famiglie, con un momento conviviale offerto dalla Pro loco.

 

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