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Cultura, verso la nuova legge quadro regionale



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Cultura, verso la nuova legge quadro regionaleUltimo passaggio oggi in Regione del confronto diretto con gli stakeholder della cultura per la definizione della nuova legge quadro della cultura.

A confrontarsi con l’assessora alla cultura, Gessica Allegni, gli enti partecipati: presenti all’incontro Ater fondazione, Fondazione Cineteca di Bologna, Emilia-Romagna teatro, Museo internazionale delle ceramiche di Faenza, Museo nazionale dell’ebraismo italiano e della Shoah (MEIS), Fondazione nazionale della danza Aterballetto, Fondazione museo per la memoria di Ustica, Toscanini, Teatro comunale Bologna, Associazione liberation route). Nel pomeriggio invece l’incontro con oltre 80 operatori del cinema, tra operatori della produzione e associazioni che promuovono festival e progetti di formazione, autori ed esercenti. Su quest’ultimo settore i temi hanno toccato la continuità dell’intervento di questi anni, che hanno prodotto rilevanti risultati, e il ruolo dei fondi regionali in un settore che sta vivendo nell’incertezza nazionale da tempo.

Quello di oggi dell’ultimo step di un percorso che ha già coinvolto oltre 600 realtà tra enti locali, associazioni di categoria, reti associative, sindacati, hub della cultura e della creatività, realtà dello spettacolo dal vivo, musei, biblioteche e archivi storici.

Il percorso partecipativo, avviato a febbraio 2026 con l’incontro del Forum permanente degli assessori alla cultura, entra ora dunque nella sua fase conclusiva: entro il 22 maggio amministratori locali e realtà del mondo culturale possono inviare osservazioni al documento reperibile a questi link: Nuova Legge Quadro sulla Cultura, al via la consultazione pubblica. Come partecipare – Patrimonio culturale

La nuova Legge Quadro sulla Cultura si costruisce insieme – Spettacolo in Emilia-Romagna inviando una mail all’indirizzo leggecultura@regione.emilia-romagna.it.

“L’obiettivo – dichiara l’assessora alla cultura Allegni – è arrivare all’approvazione della legge entro l’autunno. Abbiamo voluto un percorso aperto con un ampio coinvolgimento, perché non intendiamo limitarci a semplificare il quadro normativo attualmente esistente, ma vogliamo innovare le nostre politiche culturali. La legge nasce da un approccio strategico e fondato sull’idea della cultura come diritto fondamentale e infrastruttura democratica, oltre che leva di crescita economica e sociale.  Lavoriamo ad un testo in cui tutto il nostro sistema culturale possa riconoscersi, dove i nuovi bisogni culturali trovino risposte, dove l’approccio a filiera abbracci l’intero ecosistema culturale e dove la cura del patrimonio, della memoria, dialoghino costantemente con l’innovazione, il sostegno alle imprese culturali e creative, l’internazionalizzazione. Per noi la cultura è una priorità e investire in cultura significa scommettere sul futuro. Chi ne sottovaluta la portata o la considera un elemento accessorio è fuori strada”.

Tra le principali direttrici innovative del testo legislativo emergono il welfare culturale come modello integrato di benessere per la comunità, la rigenerazione urbana a base culturale per riqualificare spazi e luoghi attraverso la cultura, e i centri culturali polifunzionali come nuovi presìdi di prossimità, con priorità alle aree interne e ai piccoli comuni.

Particolare attenzione è dedicata al ruolo delle reti territoriali e alla costruzione di un sistema culturale regionale integrato, capace di connettere istituti, luoghi e comunità, superando logiche settoriali e favorendo una visione di filiera che tenga insieme produzione, distribuzione e fruizione. La memoria del Novecento si amplia fino al secolo precedente e in particolare al Risorgimento e alla nascita del Tricolore come radici fondative della coscienza democratica.

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