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Due giovani finiscono nei guai per truffa aggravata in concorso avvenuta nel reggiano



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Due giovani finiscono nei guai per truffa aggravata in concorso avvenuta nel reggianoI truffatori hanno contattato telefonicamente la vittima, una donna anziana di 79 anni residente a Casina, fingendo di essere due figure autorevoli: un Carabiniere, nel caso del primo complice, e un avvocato, nel caso del secondo. Durante la conversazione, i due hanno inscenato un grave incidente, sostenendo che la figlia della donna aveva causato uno scontro stradale con gravi conseguenze. Hanno così convinto l’anziana a consegnare i suoi gioielli in oro, facendole credere che, senza questo pagamento, la figlia sarebbe stata arrestata.

Le tempestive indagini dei Carabinieri di Casina hanno permesso, attraverso analisi di videocamere, tabulati telefonici e testimonianze raccolte, di individuare con precisione i presunti responsabili: due giovani di 19 e 28 anni, rispettivamente residenti a Napoli e in provincia di Padova. La denuncia è stata presentata alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia, coordinata dal procuratore Calogero Gaetano Paci. L’accusa formulata nei confronti dei due è di truffa aggravata in concorso ai danni di una persona in condizione di minorata difesa. Le indagini, ancora nella fase preliminare, proseguiranno per ulteriori approfondimenti e decisioni riguardanti eventuali azioni penali.

I fatti risalgono alla mattina del 4 febbraio scorso. La vittima ha ricevuto una chiamata sul telefono fisso da un uomo che si è presentato come Carabiniere. Questi ha dichiarato che sua figlia aveva investito una donna incinta e che rischiava l’arresto immediato. Nel corso della chiamata è intervenuto un secondo complice, fingendosi avvocato, che ha insistentemente richiesto il pagamento di una somma di denaro per evitare il presunto arresto. L’anziana, ingannata e disperata, è stata istruita a mettere i suoi gioielli in un sacchetto. Mentre il legale la teneva impegnata al telefono per impedirle di chiedere aiuto, l’altro complice si è presentato alla porta di casa per ritirare gli oggetti preziosi, allontanandosi subito dopo con il bottino.

A seguito della denuncia sporta dalla vittima presso la stazione dei Carabinieri di Casina, le forze dell’ordine hanno ricostruito minuziosamente l’intero piano truffaldino. L’autore materiale del ritiro dei gioielli è stato identificato tramite un’analisi approfondita delle immagini di videosorveglianza e il riconoscimento fotografico effettuato dalla vittima. Il complice al telefono è stato invece rintracciato grazie ad accertamenti su un numero di cellulare che, pur intestato a terzi, era stato attivato con sistemi digitali riconducibili a lui. Concludendo le indagini, sono stati raccolti elementi utili per procedere contro i due presunti responsabili. Entrambi sono stati denunciati alla Procura con l’accusa di truffa aggravata in concorso.

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