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Sanità: al via da Pavullo il ciclo di incontri ‘in cima’



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Sanità: al via da Pavullo il ciclo di incontri ‘in cima’«Il lancio di questo percorso proprio dal nostro Appennino conferma quanto sia prioritario garantire ai cittadini della montagna gli stessi diritti di chi vive in pianura, a partire dalla salute. Il progetto presentato oggi a Pavullo non è solo una risposta ai bisogni assistenziali, ma un investimento concreto sulla vivibilità dei nostri comuni. Potenziare la sanità territoriale e l’innovazione tecnologica significa dare una ragione in più alle persone e alle famiglie per restare e investire nelle nostre terre alte».

Con queste parole il presidente della Provincia di Modena, Fabio Braglia commenta il convegno che si è tenuto venerdì 24 aprile all’aeroporto di Pavullo nel Frignano dal titolo “In cima”, che apre un il ciclo di appuntamenti itineranti promosso dalla Regione Emilia-Romagna per valorizzare l’Appennino come laboratorio di innovazione e sostenibilità. L’iniziativa, che toccherà  poi tutte le province della regione fino a Rimini, punta a definire nuove politiche per il futuro delle aree interne, contrastando lo spopolamento e riducendo i divari territoriali.

Il primo incontro è stato dedicato interamente al tema della sanità con la presentazione del progetto “Salute della Montagna modenese”. L’iniziativa, nata nell’ambito della strategia territoriale (Stami) dell’Appennino, mira a migliorare l’assistenza sociosanitaria in contesti caratterizzati da bassa densità abitativa, alta percentuale di popolazione anziana e complessità geografica.

«Voglio rivolgere un ringraziamento particolare – aggiunge il Presidente Fabio Braglia – alla Regione Emilia-Romagna per l’attenzione costante e alle nostre Aziende sanitarie, l’Azienda Usl e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, insieme ai loro direttori generali Mattia Altini e Luca Baldino, che ringrazio per l’impegno profuso. Solo attraverso una sinergia stretta e continua tra istituzioni, professionisti della sanità e amministratori locali è possibile costruire risposte efficaci per i nostri cittadini. La sfida della montagna si vince solo con strategie condivise, capaci di tradurre i bisogni dei singoli comuni in azioni strutturali e di rete che rendano il nostro territorio sempre più forte e coeso».

Il piano prevede il rafforzamento dei servizi di prossimità attraverso team di medici e infermieri di comunità, il potenziamento dell’assistenza domiciliare e l’utilizzo di mezzi mobili come il “camper della salute” per raggiungere le zone più isolate. Grande rilievo viene dato alla telemedicina, con monitoraggi a distanza e televisite per limitare gli spostamenti dei pazienti, e al potenziamento della rete di emergenza-urgenza, incluso l’elisoccorso e l’integrazione video tra operatori sul campo e ospedali.

Il progetto adotta un approccio “One Health”, integrando salute umana, ambientale e animale, e prevede la nascita di una “Scuola della salute della montagna” in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia per la formazione e la ricerca specifica sui bisogni dei territori montani.

Il ciclo di incontri “In cima” proseguirà nel mese di luglio con una nuova tappa dedicata ad altri temi centrali per lo sviluppo montano.

 

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