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Quarto rapporto dello Sportello Antidiscriminazioni del Comune di Bologna: i dati principali



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Quarto rapporto dello Sportello Antidiscriminazioni del Comune di Bologna: i dati principaliLo Sportello Antidiscriminazioni (SPAD) del Comune di Bologna presenta il quarto rapporto annuale sul fenomeno delle discriminazioni in città. L’appuntamento è domani, sabato 21 marzo alle 15.15 nello spazio Baumhaus di via Barozzi 3/p, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione delle discriminazioni razziali.

La presentazione del Rapporto SPAD 2025 si inserisce in una cornice più ampia di iniziative cittadine e nell’area metropolitana: https://www.comune.bologna.it/novita/notizie/giornata-internazionale-contro-discriminazioni-2026-03-21

I dati principali del rapporto 2025

Nel 2025, lo SPAD ha registrato un significativo incremento dell’attività con un totale di 74 segnalazioni, segnando un aumento del 32% rispetto all’anno precedente e confermando la crescente fiducia della cittadinanza nel servizio. Di queste, 67 sono risultate pertinenti e, tra queste, 60 sono state prese in carico specificamente per il fattore di discriminazione di competenza dello sportelloIl Rapporto 2025 analizza nel dettaglio le tipologie e i contesti discriminatori, evidenziando come le discriminazioni a sfondo razziale rappresentano la maggioranza dei casi trattati: il 52% riguarda infatti la provenienza o nazionalità e il 18% l’origine etnica. Seguono per incidenza lo status socio-economico (9%), il genere (6%), la religione (4%), l’orientamento sessuale (3,5%), l’identità ed espressione di genere (2,5%) e l’età (2%), mentre i fattori legati a disabilità, salute e orientamento politico si attestano ciascuno all’1%.

Un dato di particolare rilievo riguarda l’intersezionalità, che coinvolge il 28% dei casi, in aumento del 5% rispetto al 2024. Questo incremento conferma la complessità strutturale dei fenomeni, in cui diversi fattori identitari interagiscono producendo forme specifiche di esclusione.

Per quanto riguarda le modalità, le discriminazioni dirette risultano le più frequenti (48%), seguite dalle discriminazioni indirette (25%) e dalle molestie (17%). Le discriminazioni percepite attestano la propria incidenza al 7%; si tratta di atti avvertiti come discriminatori dalle persone coinvolte, pur in assenza di una base giuridica univoca, che lo SPAD gestisce con un’accezione ampia e multidimensionale orientata all’empowerment. Completano il quadro i discorsi d’odio (3%).

In merito ai soggetti responsabili, il 18% delle segnalazioni riguarda azioni riconducibili a persone private, mentre la restante quota si distribuisce tra servizi pubblici (24,5%), forze dell’ordine (20%) ed enti privati (21%). Un ulteriore 16,5% di casi è riconosciuto come discriminazione sistemica, legata a prassi e norme che possono generare barriere nei processi di integrazione.

In merito al profilo dei soggetti coinvolti, il 37% delle persone colpite si identifica nel genere femminile e il 27% in quello maschile, mentre nel 13% dei casi la discriminazione ha coinvolto interi nuclei familiari. Un elemento di rilievo è l’aumento delle segnalazioni provenienti da testimoni e terzi, dato che sottolinea una crescita della consapevolezza collettiva e della capacità della cittadinanza di riconoscere e denunciare fenomeni discriminatori anche quando non vissuti in prima persona.

Nella maggior parte dei casi, le segnalazioni sono state prese in gestione direttamente dallo SPAD (77%) in quanto di competenza, o attraverso un percorso di presa in carico di secondo livello (65%) o – nelle situazioni di più semplice e immediata gestione – attraverso una presa in carico di primo livello, ovvero che si risolve con la prima consulenza e supporto allo Sportello (12%).
Del restante 23% delle segnalazioni, il 10% è stato reindirizzato verso altri soggetti specializzati del territorio, mentre per il 13% si è proceduto — su richiesta della persona segnalante — alla sola registrazione informativa. Questa modalità, pur non prevedendo un’azione di risposta immediata per scelta dell’utente che desiderava unicamente far conoscere l’accaduto, è uno strumento essenziale per favorire l’emersione del sommerso e mappare le dinamiche discriminatorie.

Per quanto riguarda le prese in carico, lo Sportello può attivare risposte multidimensionali: ogni caso può infatti richiedere l’avvio di una o più azioni sinergiche a seconda delle necessità rilevate. In questo quadro di interventi integrati, la modalità principale (45%) è stata l’intermediazione con soggetti terzi: un’attività di negoziazione e interlocuzione diretta con istituzioni, enti pubblici o privati, volta a ricercare una risoluzione. La natura di queste interazioni è duplice: in alcune situazioni lo SPAD si relaziona direttamente con i responsabili della discriminazione per trovare una soluzione; in altre, attiva soggetti specifici per offrire supporto all’utente. Lo sportello ha inoltre fornito consulenza legale (19%), assistenza legale (6%), accompagnamento presso altri servizi (16%) e supporto psicologico (2%). Infine, il 13% degli interventi ha riguardato “azioni mirate”: interventi che non si limitano alla risoluzione del singolo episodio, ma puntano a promuovere cambiamenti sistemici e di lungo periodo per prevenire il ripetersi di condotte discriminatorie verso più persone.

I nuovi punti di accesso allo sportello

L’anno trascorso ha visto anche un importante potenziamento della presenza fisica dello sportello in città: alla sede presente nel Centro Zonarelli In particolare, si è aggiunto lo sportello nel Quartiere Porto-Saragozza (via Pier de’ Crescenzi, 14), che riceve il mercoledì dalle 9 alle 13.

Il 23 marzo è prevista l’inaugurazione di un nuovo punto di accesso nel Quartiere Navile: lo SPAD sarà ospitato all’interno dello Sportello di Comunità dentro al Mercato Albani. Il nuovo servizio sarà attivo ogni due settimane il lunedì (dalle 9 alle 14), rafforzando la presenza dello sportello in una realtà polifunzionale dedicata al lavoro di comunità.

I dati evidenziano una spinta verso la dimensione metropolitana: l’11% delle segnalazioni totali proviene dai comuni della provincia, un segnale chiaro della necessità di un presidio diffuso sul territorio. In risposta a questa esigenza, verrà presentato ufficialmente il progetto FAMI-UNAR, che su impulso della Città metropolitana darà il via al potenziamento dei nodi antidiscriminazione attraverso un modello “hub and spoke”, consolidando lo SPAD come nodo centrale capace di offrire supporto specialistico alle antenne locali e ai distretti.

“L’aumento del numero, della pertinenza e della diversificazione di provenienza territoriale delle segnalazioni giunte allo SPAD, credo rispecchi l’affidabilità e la riconoscibilità che il servizio si sta guadagnando radicandosi nel tempo e nel territorio, dichiara la vicesindaca Emily Clancy -. Questo radicamento e questa disseminazione dipendono innanzitutto dalla forma stessa dello SPAD che si configura come una rete tra Amministrazione e Associazioni attive sul territorio. Senza il capitale umano che lo anima il progetto SPAD non sarebbe semplicemente possibile, dunque un ringraziamento va a tutta la rete di Associazioni, alle operatrici, operatori, professioniste e professionisti che contribuiscono a vario titolo al suo funzionamento”.

Programma della presentazione di sabato 21 marzo

Presentazione del Rapporto SPAD 2025 alle ore 15.15 nello spazio di  Baumhaus di via Barozzi 3/p
L’evento si aprirà con i saluti istituzionali di Emily Marion Clancy, vicesindaca del Comune di Bologna con delega al contrasto alle discriminazioni, e di Sara Accorsi, consigliera metropolitana delegata al Welfare, per la Città metropolitana. Seguiranno i contributi tecnici di Kedrit Shalari (Comune di Bologna) e di Debora Sarica (COSPE) per la presentazione delle azioni intraprese dallo Sportello e l’illustrazione dei dati.
La discussione proseguirà con l’intervento delle realtà associative della rete SPAD sul valore della mediazione interculturale, con le voci di Philip Micheloni (Associazione Universo) e delle  mediatrici Andrea Maria BobadillaMuhuba Mohamed Osman. Marie Moïse, docente e ricercatrice, offrirà una riflessione sul tema dei “posizionamenti” e dell’intersezionalità analizzando l’intreccio tra genere, razza e classe nelle pratiche antidiscriminatorie, seguita da un approfondimento sulle direttrici regionali sull’antidiscriminazione con Sara Rouibi (Regione Emilia-Romagna).

La giornata si concluderà, a partire dalle 18.15, con l’evento dal titolo “Bolognesi dal primo giorno”, introdotto dalla Delegata alle Nuove Cittadinanze Erika Capasso, che prevede la presentazione delle tante opportunità che il Comune di Bologna, in collaborazione anche con UNESCO e ICCAR (International Coalition of Inclusive and Sustainable Cities), offre a giovani 18-25, tra le quali il nuovo progetto “Ambasciatrici e ambasciatori Bolognesi dal primo giorno” e la performance musicale di Reda Zine.

Lo SPAD, nato nel 2021 e oggi co-gestito dall’Ufficio Nuove cittadinanze, cooperazione e diritti umani, con il Centro Interculturale Massimo Zonarelli e 35 realtà associative del territorio, si è progressivamente affermato come punto di riferimento per le persone che subiscono, assistono o vengono a conoscenza di episodi di discriminazione basati sull’origine, la provenienza, la discendenza o la religione, operando con un approccio intersezionale e offrendo ascolto, consulenza e supporto concreto.
In continuità con il lavoro iniziato l’anno precedente, si è consolidato il percorso di raccolta dati e monitoraggio sulle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere, grazie alla collaborazione con i Centri Antidiscriminazioni di Cassero LGBTI+ Center (Spazio Cassero) e del MIT (STAR Centro Antidiscriminazioni), co-finanziati da UNAR e Comune di Bologna, con il supporto di COSPE. Questa sinergia ha permesso di inserire nel rapporto un’analisi comparabile che offre un quadro completo delle discriminazioni sul territorio. È inoltre proseguito il supporto dello SPAD verso i diversi settori del Comune come facilitatore per l’accessibilità alle informazioni: di rilievo la collaborazione con i Servizi Demografici per l’informativa multilingue sulle modifiche normative della Legge 74/2025 in materia di cittadinanza, e con l’Ufficio Pari Opportunità per la mappatura multilingue dei centri antiviolenza.

Parallelamente, è stato dato un forte impulso all’investimento sulla formazione. Oltre ai percorsi per nuove operatrici e nuovi operatori di sportello, si è realizzato il primo percorso rivolto a mediatrici e mediatori interculturali, finalizzato a rafforzarne le competenze antidiscriminatorie per agire come “antenne” sul territorio, capaci di intercettare fenomeni discriminatori che spesso restano invisibili. Si è inoltre programmato un corso di formazione specialistica con la Polizia Locale (Unità Tutela Persone Vulnerabili), volto a mettere in relazione diretta le competenze della rete SPAD con l’attività di presidio del territorio, in un’ottica di sempre maggiore collaborazione nel contrasto a discriminazioni e crimini d’odio.
Lo sportello ha inoltre investito nella prevenzione attraverso laboratori rivolti alle giovani generazioni focalizzati sulla decostruzione dei pregiudizi e sulla promozione di una comunicazione rispettosa.
Oltre ai dati statistici, il rapporto presenta focus tematici di stretta attualità, tra cui un approfondimento sulle “Modifiche normative in materia di cittadinanza (Legge 74/2025)”, un’analisi sulle “Discriminazioni in ambito scolastico” e una riflessione innovativa su “Intelligenza Artificiale e discriminazioni”.

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