Oggi in udienza al Tribunale di Modena LAV, con il proprio avvocato Massimiliano Canè, ha depositato la costituzione di parte civile nel processo per maltrattamento, uccisione e macellazione clandestina di agnelli. Il Tribunale ha rinviato al prossimo 17 aprile per decidere sulla sua ammissibilità. Dopo la denuncia presentata da LAV per maltrattamento e uccisione di animali e per macellazione clandestina, il GIP ha emesso un decreto penale di condanna per l’imputato, che prevedeva l’ammenda di 10mila euro per il reato di macellazione clandestina di animali. L’imputato si è opposto a tale decreto e oggi si è aperto il processo penale.
La vicenda parte nell’agosto del 2024, quando a Gaggio in Piano, comune di Castelfranco Emilia (Modena) una persona, allarmata dai belati disperati di alcuni agnelli, contatta LAV per intervenire visto il rischio di imminente macellazione di un agnello all’interno di una corte interna ad opera di due soggetti.
Grazie all’arrivo in loco di Beatrice Rezzaghi, responsabile Unità di Emergenza LAV, e Andrea Morabito, video reporter di LAV, è stato possibile allertare immediatamente i Servizi veterinari e i Carabinieri Forestali e raccogliere immagini e video sulle operazioni in corso. All’arrivo delle autorità competenti, sono stati ritrovati organi di animali macellati lasciati a terra, alcuni nel mezzo del cortile, e sangue su un tavolo di fortuna e in una fontana adiacente.
“La macellazione degli animali è sempre violenta, perché si costringe alla morte un animale che vorrebbe invece vivere. Così come lo sarà la morte degli agnelli uccisi ancora cuccioli per finire sulle tavole a Pasqua. Partendo da questa verità, i requisiti imposti dalla normativa sono finalizzati a ridurre la sofferenza e la paura degli animali in questi momenti, che possono anche essere lunghi, e in tutte le operazioni collegate. Il mancato rispetto di questi requisiti espone gli animali a condizioni di tortura” dichiara Lorenza Bianchi, responsabile LAV Area animali negli allevamenti che aggiunge “LAV si è costituita parte civile in questo processo per assicurare che chi si macchia di questi reati sia assicurato alla giustizia e per ribadire la gravità di tali condotte che configurano a tutti gli effetti maltrattamento”.
Il Regolamento CE n. 1099/2009 sulla protezione degli animali durante l’uccisione stabilisce che “l’abbattimento e le operazioni correlate devono essere effettuati in condizioni tali da non causare agli animali dolori, ansia o sofferenze evitabili”. È obbligatorio lo stordimento preventivo e la perdita di coscienza e di sensibilità deve essere mantenuta fino alla morte dell’animale. Ancora, lo stesso Regolamento prevede che “l’abbattimento e le operazioni correlate sono effettuati esclusivamente da persone che abbiano un adeguato livello di competenze per l’esecuzione di dette operazioni senza causare agli animali dolori, ansia o sofferenze evitabili. Tali disposizioni si applicano anche alla macellazione domestica. Inoltre, i privati che intendono effettuare macellazione domestica di animali, aldilà del rispetto della normativa vigente, devono comunicare all’autorità sanitaria competente il luogo e la data della macellazione”.
In questo caso, i belati disperati degli animali sono prova evidente che gli stessi non si trovassero in uno stato di incoscienza e che, quindi, fossero sottoposti a sofferenze evitabili. Era quindi del tutto assente lo stordimento preventivo degli animali e le operazioni di macellazione avvenivano in condizioni igienico sanitarie del tutto inadeguate.
LAV ringrazia avvocato Massimiliano Canè del foro di Bologna per l’assistenza legale fornita nel caso.

