Un cittadino albanese di 38 anni è stato arrestato dalla Polizia di Stato di Bologna perché nel corso degli accertamenti e della redazione degli atti per una denuncia per ricettazione è emerso a suo carico un ordine di esecuzione della pena emesso dal Tribunale di Bergamo.
È accaduto nella serata di martedì scorso quando, nel corso della continua attività di controllo e vigilanza stradale svolta lungo le Autostrade A1, A14 e tangenziali bolognesi, nei pressi dell’area di servizio Pioppa Est dell’autostrada A14 dir. nord, i poliziotti della Sottosezione Polizia Stradale Bologna hanno sottoposto a controllo un’autovettura.
Poiché alla richiesta di esibizione dei documenti i due occupanti si dimostravano particolarmente nervosi, i poliziotti hanno ritenuto necessario proseguire le verifiche negli uffici.
Consultando le banche dati è presto emerso che l’autovettura era attenzionata dalle forze dell’ordine poiché poche ore prima era stata segnalata nella provincia di Forlì ove erano stati compiuti alcuni furti in abitazione: a conferma di ciò, l’attenta perquisizione dell’abitacolo ha consentito agli agenti di rinvenire un profumo e denaro riferibili alle attività predatorie appena denunciate.
Grazie al fotosegnalamento dei fermati, inoltre, si è appurato che su uno di loro pendeva un provvedimento di cattura per una condanna a 9 mesi di detenzione in carcere per reati contro il patrimonio, commessi nel 2016. Ad un primo controllo la condanna non era emersa poiché il soggetto in quell’anno era uscito dal territorio nazionale e nel frattempo aveva regolarmente cambiato il proprio cognome in Albania, per tentare evidentemente di sottrarsi alle sue pendenze con la giustizia. Al termine degli atti di rito, dunque, per il 38enne (denunciato anche per ricettazione) si sono aperte le porte della casa circondariale Rocco D’Amato di Bologna.

