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Decoro urbano, a Reggio Emilia con le fototrappole individuati 647 autori di abbandoni di rifiuti



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Decoro urbano, a Reggio Emilia con le fototrappole individuati 647 autori di abbandoni di rifiutiÈ una lotta di civiltà, oltre che di decoro urbano e salubrità degli spazi, quella intrapresa dal Comune di Reggio per contrastare il fenomeno dell’incuria e dell’abbandono di rifiuti in città. Tra gli strumenti messi in campo, oltre all’incremento degli spazzamenti e del servizio di raccolta dei rifiuti in alcune zone critiche, l’introduzione delle fototrappole ha permesso di monitorare e sanzionare comportamenti di inciviltà come l’abbandono dei rifiuti, tra cui ingombranti o sostanze pericolose.

Dall’attivazione del servizio a luglio 2025, con le prime 8 fototrappole, a oggi sono stati redatti 647 verbali per abbandono di rifiuti. Le principali tipologie di abbandoni riguardano: sacchi neri o sacchetti di materiale misto, reti da letto, divani, sanitari e mobilio vario; quindi, oggetti che possono essere ritirati gratuitamente a domicilio per tutti coloro che sono intestatari di un’utenza Tari. Ai controlli realizzati attraverso le fototrappole si aggiungono una media di 350 verifiche al mese svolte dagli accertatori di Iren in tutto il territorio comunale, che si traducono in circa altre 50 sanzioni al mese.

“Non possiamo accettare comportamenti scorretti come l’abbandono di rifiuti che contribuiscono a creare degrado e arrecano un danno all’intera comunità. Per questo, in collaborazione con Iren e Polizia locale, ci siamo dotati di strumenti elettronici che ci permettono di agire in maniera puntuale verso i trasgressori e che, auspichiamo, servano da deterrente – commenta l’assessore alla Cura della città Davide Prandi – Vogliamo una città più pulita, un servizio di qualità che sia sempre più rispondente alle esigenze dei cittadini e alla sostenibilità ambientale. Il corretto conferimento dei rifiuti e l’avvio al riciclo sono un dovere che spetta a tutti noi”.

“A riguardo, entro il mese di febbraio si concluderà la fase di preparazione dei documenti necessari per avviare il percorso di gara per la gestione dei rifiuti, in coerenza con il quadro normativo e con le tempistiche tecniche richieste per una procedura europea complessa. Il 2026 resta quindi l’orizzonte previsto per l’affidamento tramite gara pubblica – aggiunge Prandi – Una gara di questo tipo è un’operazione giuridica e amministrativa articolata, che deve garantire continuità del servizio, tutela dei lavoratori, sostenibilità ambientale e qualità delle prestazioni. Il nostro compito è fare in modo che sia solida e realmente vantaggiosa per la città. Siamo consapevoli dell’aumento dei costi che le famiglie stanno affrontando, in un contesto nazionale segnato dall’incremento dei costi energetici e di smaltimento. Proprio per questo lavoriamo su tre direttrici: efficienza del servizio, rafforzamento della tariffa puntuale e controllo puntuale dei costi. L’obiettivo è garantire a Reggio Emilia un servizio moderno, equo e sostenibile”.

I dati delle fototrappole fanno riferimento a otto punti della città, dove le fototrappole sono state installate: quartiere stazione e Santa Croce, via Cecati, Campo di Marte, Tondo e Villaggio Foscato, per un totale di 32 telecamere attive. Le postazioni, individuate anche grazie alle segnalazioni dei cittadini, sono soggette a rotazione, così da coprire l’intero territorio comunale. Nel 2026 è prevista l’installazione di 4 fototrappole aggiuntive con i fondi previsti da Atersir e di altre 4 con risorse comunali.

LE SANZIONI – Buoni anche i riscontri relativi al pagamento delle sanzioni da parte dei trasgressori individuati: nel 2025 la percentuale dei verbali saldati ha superato attualmente la soglia del 64%, mentre sono in corso le pratiche per il recupero della quota restante. Per il 2026 sono già stati pagati il 90% dei 175 verbali elevati.

Le sanzioni vanno dai 200 ai 400 euro, con aggiunta di una denuncia penale nei casi di abbandono di sostanze pericolose. Il recente decreto legge “Disposizioni urgenti per il contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti” ha tuttavia inasprito il quadro sanzionatorio. In caso di abbandono tramite automobile la cui targa venga ripresa, può scattare la segnalazione alla Procura con un’ammenda compresa tra 1.500 e 18.000 euro. Se il gesto avviene in prossimità di fiumi, aree protette o zone già inquinate e comporta un pericolo concreto per le persone o l’ambiente, potrà essere previsto anche l’arresto, con pene da sei mesi a cinque anni e mezzo, fino a sette anni nei casi più gravi. Le pene sono ulteriormente aggravate per i titolari di attività commerciali e in particolare per chi gestisce rifiuti edilizi, per i quali esiste un iter dedicato. La sanzione è prevista anche qualora l’abbandono avvenga accanto a un centro di raccolta o isola ecologica: il conferimento scorretto resta una violazione.

Come già per le sanzioni del codice della strada, anche le multe relative all’abbandono di rifiuti possono arrivare tramite notifica digitale attraverso la piattaforma Send per gli iscritti al servizio e per i titolari di PEC iscritte a elenchi nazionali (http://www.comune.reggioemilia.it/send).

 

 

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