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Oltre 12 milioni di euro per sostenere imprese agricole, zootecniche e ittiche, e tutelare l’ape italiana



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Oltre 12 milioni di euro per sostenere imprese agricole, zootecniche e ittiche, e tutelare l’ape italianaUna dotazione finanziaria superiore ai 12 milioni di euro per i primi tre anni, di cui 5,74 milioni di euro già previsti per il 2026, con l’obiettivo di rendere strutturale il sostegno economico e tecnico ai comparti agricolo, zootecnico, della pesca e dell’acquacoltura, rafforzando la capacità delle imprese di affrontare una fase complessa segnata dall’aumento dei costi di produzione, dalle incertezze dei mercati, dagli effetti del cambiamento climatico e dalla pressione delle specie invasive.

È quanto prevede il Progetto di legge regionale approvato dalla Giunta, che avvia ora il proprio iter in Assemblea legislativa per l’esame nelle Commissioni competenti e il successivo approdo in Aula. Il testo rinnova e armonizza le linee di intervento regionali e introduce modifiche alla legge regionale 2 del 4 marzo 2019, in materia di apicoltura, aggiornandone il quadro normativo.

Il provvedimento punta a rinnovare e riorganizzare in modo organico le linee di intervento regionali, introducendo strumenti flessibili e una dotazione finanziaria dedicata per rafforzare il sostegno economico ai comparti produttivi e contribuire alla tutela di imprese, filiere e alla loro sostenibilità. Nel 2026 sono previste risorse mirate per le principali filiere: oltre 3,5 milioni di euro per le produzioni vegetali, 640mila euro per la zootecnia e 1,5 milioni di euro per pesca e acquacoltura.

Inoltre, la normativa regionale sull’apicoltura sarà allineata a quella nazionale, rafforzando la tutela dell’ape mellifera ligustica, la sottospecie autoctona italiana, e migliorando il quadro dei controlli e delle misure per la tutela.

“Come Regione abbiamo deciso di dotarci di uno strumento per sostenere in maniera strutturale i comparti dell’agricoltura, della zootecnia, della pesca e dell’acquacoltura, rafforzando il sostegno alle imprese e accompagnandole in una fase complessa- spiega l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi-. Il progetto di legge, che avvia ora il proprio iter di approvazione, combina sostegno economico immediato, aggiornamento normativo mirato e semplificazione amministrativa, con un’attenzione particolare alla sostenibilità, alla biodiversità e alla tutela delle produzioni regionali e del reddito delle imprese”.

“L’obiettivo- prosegue l’assessore- è rinnovare le linee di intervento della Regione per mettere a disposizione di questi settori produttivi, che rappresentano un pilastro dell’economia dell’Emilia-Romagna, un supporto adeguato a un contesto caratterizzato da forti oscillazioni dei mercati, dall’aumento dei costi di produzione, dagli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico e dalla pressione delle specie invasive, puntando a garantire stabilità, competitività e sostenibilità nel medio periodo”.

“Una parte importante del provvedimento- aggiunge Mammi- è dedicata all’apicoltura, un settore strategico non solo dal punto di vista economico, ma anche ambientale. Le modifiche alla legge regionale rafforzano la tutela dell’ape italiana, l’Apis mellifera ligustica, rendono la normativa regionale più coerente con il quadro nazionale, migliorano i controlli sanitari, chiariscono le regole e introducono strumenti che favoriscono la prevenzione e la gestione delle irregolarità”.

Il Progetto di legge nel dettaglio 

Il nuovo impianto legislativo mira a rendere più strutturale il sostegno ai comparti delle produzioni vegetali, della zootecnia e della pesca, attraverso una razionalizzazione e armonizzazione delle linee di intervento regionali e l’introduzione di strumenti operativi più flessibili, in grado di orientare le politiche di sostegno in funzione delle effettive esigenze dei settori produttivi.

Dal punto di vista finanziario, il progetto di legge prevede uno stanziamento complessivo superiore ai 12 milioni di euro nel triennio, con una dotazione pari a 5,74 milioni di euro per il 2026, 3,29 milioni per il 2027 e 3,49 milioni per il 2028. Le misure in programma comprendono contributi e indennizzi a favore delle imprese agricole, zootecniche, della pesca e dell’acquacoltura, oltre ad azioni orientate all’innovazione, alla sostenibilità e alla tutela del patrimonio produttivo regionale.

Gli interventi spaziano dall’adozione di tecniche colturali innovative e a basso impatto ambientale, al mantenimento delle razze autoctone e alla salvaguardia della biodiversità, fino alla protezione degli allevamenti ittici da fenomeni critici quali l’anossia, la proliferazione algale e la diffusione di specie invasive.

Produzioni vegetali: è prevista l’attivazione di contributi destinati all’adozione di specifiche tecniche colturali, all’utilizzo di sementi e tubero-semi certificati, all’impiego di mezzi tecnici per il miglioramento e la protezione delle colture e all’adesione a regimi di qualità. Potranno inoltre essere attivati interventi di assistenza tecnica, azioni dimostrative e iniziative informative rivolte alle organizzazioni di produttori, finalizzate al contrasto della diffusione di fitopatie e organismi nocivi a tutela delle colture arboree.

Nel 2026 le risorse complessive destinate al comparto ammontano a oltre 3,5 milioni di euro, così ripartiti: 1,5 milioni di euro in regime de minimis per la coltivazione della barbabietola, 700mila euro per la pataticoltura, 500mila euro per la risicoltura, 700mila euro per il settore della pera e 150mila euro per il comparto olivicolo.

Aziende zootecniche: la Regione attiverà contributi rivolti ad allevatori, associazioni di allevatori ed enti selezionatori riconosciuti, destinati al mantenimento delle razze autoctone e alla tutela della biodiversità, al miglioramento genetico e qualitativo delle risorse animali, al benessere animale, nonché alla prevenzione e al contenimento delle malattie animali. Sono inoltre previste iniziative di informazione, promozione e assistenza tecnica. Per il 2026 lo stanziamento complessivo è pari a 640mila euro, di cui 500mila euro destinati al miglioramento genetico del bestiame, 100mila euro per l’acquisto di vaccini per contrastare la diffusione della blue tongue e 40mila euro per l’acquisto di tori.

Pesca e acquacoltura: indennizzi e contributi saranno finalizzati al contenimento delle specie invasive, al ripristino degli allevamenti danneggiati, alla compensazione delle perdite produttive legate ai periodi di fermo pesca, nonché agli effetti dell’anossia e della proliferazione algale. È inoltre prevista una compensazione per la fluttuazione dei costi di produzione. Per il 2026 sono stanziati 1,5 milioni di euro, di cui 1 milione di euro destinato al ripristino degli allevamenti di vongole e 500mila euro per il contrasto ai fenomeni di anossia che interessano il comparto.

Tutte le misure previste saranno attivate tramite avviso pubblico. L’erogazione dei contributi sarà effettuata dalla Regione o dall’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura per l’Emilia-Romagna (Agrea). Prima dell’emanazione degli avvisi pubblici, è previsto un percorso di informazione e confronto con la Consulta agricola regionale e con i tavoli di settore, al fine di garantire il massimo coinvolgimento dei soggetti interessati e l’efficacia degli interventi.

Apicoltura: una parte significativa del progetto di legge è dedicata all’aggiornamento della legge regionale in materia di apicoltura, riconoscendo al settore apistico un ruolo centrale per la salvaguardia della biodiversità. Le modifiche mirano ad adeguare la normativa regionale al nuovo quadro nazionale sui sistemi di identificazione e registrazione, a rafforzare la tutela dell’Apis mellifera ligustica, l’ape autoctona italiana, e a semplificare complessivamente l’impianto normativo.

Tra le principali novità figurano: una definizione aggiornata di apiario in stato di abbandono; il divieto di nomadismo nelle zone di rispetto per la fecondazione delle api regine della sottospecie ligustica; l’allineamento al piano nazionale dei controlli sanitari; un sistema sanzionatorio più articolato, che amplia anche il meccanismo della diffida. Novità che recepiscono le richieste pervenute dalle associazioni di settore all’interno del tavolo apistico regionale. È inoltre previsto il finanziamento di attività di controllo, ricerca, studi, diffusione di conoscenze scientifiche e servizi specializzati per lo sviluppo e la tutela dell’apicoltura regionale.

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