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PNRR, in Emilia-Romagna 1,9 miliardi già spesi e 1.280 cantieri. ANCE: «Il modello vincente del PNRR per lo sviluppo e l’housing accessibile»



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PNRR, in Emilia-Romagna 1,9 miliardi già spesi e 1.280 cantieri. ANCE: «Il modello vincente del PNRR per lo sviluppo e l’housing accessibile»
Maurizio Croci

Mancano meno di 12 mesi alla scadenza definitiva del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), e  ANCE Emilia-Romagna presenta risultati molto incoraggianti per il settore delle costruzioni. I dati sono stati presentati durante il convegno “Emilia Romagna: ultimo miglio del PNRR – Bilanci e prospeƫtive future”, organizzato da ANCE Emilia-Romagna per offrire un’occasione di confronto tecnico e istituzionale sullo stato di attuazione del Piano e sulle prospettive per il settore delle costruzioni nella nostra regione. Al convegno, che si è tenuto presso il Tecnopolo di Bologna, sono intervenuti il Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Foti, e il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Vincenzo Colla.

IL QUADRO NAZIONALE E LE SCADENZE DEL PNRR

Il conto alla rovescia è partito: entro il 31 agosto 2026 dovranno essere completate tutti gli obiettivi intermedi e i target previsti, il 30 settembre scadrà il termine per presentare le ultime richieste di pagamento, mentre il 31 dicembre 2026 sarà l’ultimo giorno utile per il pagamento finale delle risorse, previa rendicontazione.

A livello nazionale, il PNRR ha già mobilitato 153 miliardi di euro (pari al 79% delle risorse previste), con quasi 16.000 cantieri aperti (di cui il 66% in fase avanzata o completati), 5600 imprese attive nel PNRR e oltre 101 miliardi di spesa già effettuata, di cui più della metà destinata alle costruzioni. In un 2025 complessivamente in lieve flessione per il settore (-1,1%), dovuto principalmente al calo dell’edilizia abitativa (-15,6%), sono proprio le opere pubbliche legate al Piano a trainare la crescita (+21%). Tra il 2020 e il 2025 le costruzioni hanno inoltre generato 350.000 nuovi posti di lavoro, confermandosi uno dei principali motori dell’occupazione in Italia.

1,9 MILIARDI GIÀ PAGATI, TRASPORTI IN TESTA

Le risorse destinate complessivamente dal PNRR all’Emilia Romagna ammontano a circa 10 miliardi di euro, la metà dei quali destinati al comparto delle costruzioni, con una forte incidenza sulle missioni inerenti alle infrastrutture, alla transizione ecologica, alla rigenerazione urbana, all’edilizia scolastica e sanitaria.

Secondo l’analisi condotta dal Centro Studi di ANCE, in Emilia-Romagna sono stati pagati finora 1,9 miliardi di euro di fondi PNRR per investimenti legati al settore delle costruzioni (al netto del Superbonus). La Missione 2 (Rivoluzione verde e transizione ecologica) rappresenta il 47% dei pagamenti, trainata in particolare dagli interventi sul trasporto rapido di massa. Seguono le altre missioni dedicate a istruzione (20%), inclusione e coesione sociale (11%), salute (9%), infrastrutture per mobilità sostenibile (6%).

1.280 CANTIERI: IL 62% AVVIATO O CONCLUSO

Sul fronte operativo, i numeri sono significativi: l’Emilia-Romagna conta attualmente 1.280 cantieri PNRR aperti o già conclusi, pari al 62% del totale previsto, in linea con la media delle regioni del Nord Italia.

Tra i cantieri avviati, il 42% è concluso, mentre il 58% è in corso (27% in fase avanzata). Particolarmente positivo il settore dell’edilizia scolastica, dove mediamente oltre la metà dei cantieri è già conclusa.

Per quanto riguarda i 782 cantieri non ancora avviati, va sottolineato che il 72% riguarda interventi di importo inferiore a 1 milione di euro, potenzialmente realizzabili entro i tempi previsti dal Piano.

L’IMPEGNO DEI COMUNI: +217% DI SPESA

Un elemento chiave del successo regionale è rappresentato dal forte impegno degli enti locali. Nel periodo 2017-2025, la spesa in conto capitale dei comuni dell’Emilia-Romagna è aumentata del +217,4%, un dato che evidenzia come le amministrazioni locali abbiano saputo cogliere l’opportunità del PNRR per investire in opere pubbliche strategiche.

LE IMPRESE CRESCONO E SI RAFFORZANO

Sono 562 le imprese attive nei cantieri PNRR in Emilia-Romagna (il 54% sono imprese emiliano-romagnole).

Uno studio di ANCE, che analizza dati dal 2017 al 2024, rileva una trasformazione importante del tessuto imprenditoriale regionale:

  • Crescita dimensionale: le imprese PNRR dell’Emilia-Romagna hanno una dimensione media di 24,5 milioni di euro, significativamente superiore alla media nazionale PNRR (11,4 milioni) e delle imprese che realizzano opere pubbliche tradizionali (6,9 milioni).
  • Consolidamento: la percentuale di imprese con fatturato superiore a 2 milioni di euro è passata dal 58% nel 2017 al 78% nel 2024, dimostrando una capacità di crescita superiore rispetto alle altre imprese del settore.
  • Storicità: le imprese emiliane attive nel PNRR mostrano una storicità più profonda rispetto alla media, con il 44% costituite prima del 2000, segno di solidità ed esperienza.

OCCUPAZIONE: +10.100 OCCUPATI

Il PNRR ha generato un impatto positivo anche sull’occupazione. Le imprese PNRR dell’Emilia-Romagna hanno aumentato il numero complessivo di dipendenti da 12.600 nel 2017 a 22.700 nel 2024, con una crescita di oltre 10.000 unità.

 UN PNRR DOPO IL PNRR

Guardando al futuro, ANCE evidenzia che dopo la conclusione del PNRR si apre la prospettiva di un nuovo ciclo di investimenti, sia a livello nazionale che regionale.

In particolare, in Emilia-Romagna l’Accordo per lo Sviluppo e la Coesione tra Governo e Regione (firmato il 17 gennaio 2024) destina circa 588 milioni di euro per 92 progetti strategici, con focus su infrastrutture, sicurezza del territorio post-alluvione, rigenerazione urbana e competitività.

In questo scenario si inserisce anche il tema dell’abitare, oggi riconosciuto come emergenza nazionale ed europea: secondo le stime, in Europa il fabbisogno supera le 900.000 abitazioni e la Commissione UE ha avviato un European Affordable Housing Plan, mentre il Governo italiano ha annunciato un piano pluriennale per nuovi alloggi a prezzi calmierati. Un contesto che rende strategico il contributo di regioni come l’Emilia-Romagna, dove il social housing e la rigenerazione urbana possono rappresentare leve decisive di sviluppo economico e coesione sociale.

Maurizio Croci, presidente ANCE Emilia-Romagna: “ Dal PNRR un nuovo modello di sviluppo per imprese,  PA e casa”

“Il PNRR è stato un banco di prova straordinario per il nostro settore: ci ha chiesto volumi di investimento, tempi e complessità mai sperimentati prima, ma ha dimostrato che imprese e pubbliche amministrazioni, se lavorano insieme, sono in grado di raggiungere risultati concreti per i cittadini.
Non parliamo solo di cantieri, ma di un vero cambio di paradigma: programmazione, obiettivi misurabili, digitalizzazione e tempi certi devono diventare il metodo ordinario anche oltre il Piano.
Il modello PNRR ha rafforzato la performance della PA e ha spinto le imprese a fare un salto organizzativo e qualitativo, aumentando produttività, occupazione e innovazione. Ora dobbiamo consolidare questo patrimonio e fare sistema, perché la collaborazione tra pubblico e privato è la condizione indispensabile per trasformare le risorse in opere utili alle comunità.

Chiediamo inoltre maggiore attenzione alle imprese del territorio, criteri che valorizzino la prossimità e pagamenti puntuali: sostenere il tessuto produttivo locale significa rafforzare tutta l’economia regionale.
Un settore delle costruzioni solido non genera solo crescita economica, ma qualità della vita: infrastrutture moderne, scuole, ospedali, reti e manutenzione del territorio riducono le disuguaglianze e rendono le città più sicure e competitive. La rigenerazione urbana è una leva decisiva per città più vivibili, inclusive e sostenibili. Ma oggi la sfida più urgente riguarda l’accesso alla casa: la crisi abitativa coinvolge non solo le fasce fragili, ma anche la classe media e i lavoratori privati e pubblici, fino ai giovani, agli studenti e agli anziani. Nei prossimi anni la domanda di alloggi crescerà molto più della capacità produttiva: senza una risposta strutturale rischiamo di frenare lo sviluppo del territorio.
Serve quindi un vero piano per l’housing accessibile, affiancato da una forte collaborazione pubblico-privato, capace di mobilitare anche il risparmio privato e trasformare la casa in un’infrastruttura sociale strategica
”.

Monosilio, Colla, Croci, Foti e Petrucco

 

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