È stato presentato stamattina, a Ravarino, l’ultimo report sul gioco d’azzardo nell’Unione del Sorbara che analizza il fenomeno dell’azzardo nell’anno 2024. Un documento realizzato da Federconsumatori Modena e promosso dall’Unione del Sorbara con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e il patrocinio dell’Azienda Sanitaria. Tra il 2019 ed il 2024 l’azzardo complessivo nell’Unione è passato da 102,6 milioni ad una stima di 155/157 milioni, con una crescita tra il 51 ed il 53%. Una crescita enorme, concentrata nel canale online, passato in sei anni da 31,6 a 94,8 milioni.
Con l’azzardo su smartphone e PC che triplica i suoi numeri va registrato un significativo arretramento del canale fisico, che cala in sei anni da 71 a 61 milioni (-14%). «Sono tendenze non distanti da quelle nazionali e regionali, ma in questo distretto sono più marcate. Sbaglia però chi immagina che a fronte dell’avanzata dell’online, sia inevitabile il declino dei giochi fisici; al contrario Slot, Superenalotto, Gratta & Vinci, scommesse sportive restano fortissime, con una offerta sempre più vasta», sottolinea Marzio Govoni, presidente di Federconsumatori Modena. Il calo nazionale è determinato essenzialmente dallo spostamento di volumi di gioco delle Slot (AWP e VLT), spesso di dubbia origine, dal fisico all’online. Slot online che da sole assorbono, nell’Unione, la metà del giocato in remoto. Decisamente importante è poi la diversa “redditività” delle due tipologie di Slot; il pay-out, vale a dire quanto torna mediamente nelle tasche dei giocatori, è del 65% nel caso delle AWP, le slot da bar, mentre raggiunge l’84% nel caso delle VLT, le slot delle sale specializzate. Nell’online, dove sono assenti i costi tipici di una sala slot, si sale invece al 94%.
Limitando il confronto all’anno precedente, nel 2024 la crescita complessiva nell’Unione è stata del 7,9%. La giocata media per residente maggiorenne è stata nel 2024 di 2.427 euro, inferiore del 12% alla media provinciale, trainata dai distretti con i numeri peggiori, Terre d’Argine e Distretto Ceramico. Una media che comprende la lieve riduzione dell’1% del gioco fisico e la notevole crescita dell’online, vicina al 15%. Dentro quest’ultimo dato si registrano significative differenze trai sei Comuni, con Ravarino e Castelfranco che calano, dopo anni di forti crescite, mentre crescono sopra media Bomporto e San Cesario. Elevatissima la crescita dell’online a Nonantola, dove la raccolta è cresciuta di 11 milioni di euro, con un vistoso +77% in un solo anno. Ma è Bomporto ad avere il dato più forte nell’azzardo online, con una crescita mai interrotta, che ha portato in questo segmento a registrare ben 2.540 euro pro capite nella fascia d’età 18-74 anni, superiore del 50% alla media Unionale, e del 35% alla media nazionale dei Comuni al di sotto dei 10.000 abitanti. Anche altri Comuni dell’Unione hanno dati sui quali riflettere: pur restando al di sotto delle medie Bastiglia quadruplica i numeri dell’online in sei anni. «È una buona notizia – prosegue Govoni – che Ravarino veda un calo del 43% dell’online, rispetto al pessimo dato 2023, ma sarebbe interessante conoscere l’origine di spostamenti così repentini». A San Cesario le giocate online crescono di 5,3 milioni, con un clamoroso +124%, con 2.042 euro giocati nell’online pro capite nel 2024, quasi il doppio di Bastiglia.
Venendo ai pochi giochi fisici di cui è possibile riferire, per il Gratta&Vinci è Bomporto ad avere la maggior spesa, con 297 euro pro capite per maggiorenne, a poca distanza da Nonantola, con 286 euro. Il Betting Exchange è da più parti segnalato come il gioco online più oscuro, con il banco tenuto dagli stessi giocatori e con più che probabili fenomeni di riciclaggio di capitali sporchi. Nell’Unione resta su numeri contenuti, tra lo 0,4% e l’1,6%, tranne che a Castelfranco, dove sale al 6,2% del complesso delle giocate online. «Come detto – analizza Govoni – vige il divieto di pubblicazione dei dati locali delle slot; questo impedisce di verificare non solo gli effetti di aperture di sale, ma rende più complesso esaminare anche eventuali anomalie nei fatturati, nel numero dei dipendenti, nei bilanci, non sempre pubblicati». La rete delle Slot e degli apparecchi elettronici nelle sale, nei bar e nelle tabaccherie dei sei Comuni dell’Unione conta 59 luoghi dove è possibile spingere i tasti di AWP e VLT, fare scommesse sportive e giocare al Lotto. Nel rapporto per abitanti la rete del Sorbara è simile a quella delle Terre d’Argine, più ampia di quella della città di Modena, ma distante dalle Unioni con la maggiore presenza di slot pro capite, come le Terre dei Castelli e il Frignano. Nell’Unione è Bomporto il centro con la maggior presenza di strutture, nove, sempre in rapporto agli abitanti. «Tutti i Comuni hanno dato corso nel tempo alla importante Legge Regionale 5/2013, che rischia però di essere rivista o cancellata».
Nel 2024, nei sei Comuni dell’Unione, sono stati persi complessivamente 20 milioni di euro. Negli ultimi sei anni la perdita ha raggiunto i 100 milioni di euro. «Per contenere l’azzardo sono necessarie molte azioni, a partire da quelle legislative. Nessuno propone in Italia di vietare l’azzardo, ma è necessario ridurre le occasioni ed i luoghi nei quali si esercita, mentre il divieto di pubblicità deve essere rispettato. Vanno erette solide barriere tra ragazzi e ragazze e l’azzardo e va maggiormente contrastato l’evidente utilizzo del gioco online per il riciclaggio di capitali sporchi. Bisogna promuovere bilanci sociali, che mettano a fianco delle entrate portate dalla tassazione dell’azzardo al bilancio statale, anche le uscite, i costi sociali, i drammi personali e familiari», chiosa Govoni.
«Dal 2019 al 2024 emerge una crescita significativa del gioco online, ormai superiore a quello fisico, più accessibile, meno visibile e sempre più diffuso tra i giovani, con profili di rischio e opacità che richiedono maggiore attenzione. Come istituzioni locali riteniamo fondamentale usare questi dati non solo per leggere i numeri, ma per riflettere sulle possibili leve di intervento, a partire dal tema della pubblicità e della prevenzione. Educazione, sensibilizzazione e il lavoro integrato di AUSL, SERD, servizi sociali e Polizia Locale sono elementi centrali per tutelare le persone e la comunità. Il confronto con cittadini e associazioni sarà decisivo per costruire politiche di prevenzione efficaci, basate sui dati e sulla responsabilità collettiva», conclude Tania Meschiari, sindaca di Bomporto e presidente dell’Unione del Sorbara.

