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Violenze in famiglia: nella bassa reggiana il figlio chiama il 112 e salva la madre

Schiaffi, pugni, tirate di cappelli, minacce di morte anche con l’uso di un martello rivolte alla moglie, che non risparmiavano nemmeno il figlio preso a calci e schiaffi bagnato con acqua fredda dopo averlo denudato e chiuso a chiave in camera per impedirgli di uscire. A porre fine ad anni di vessazioni fisiche e morali nei confronti della moglie ma anche del primogenito minorenne ci ha pensato quest’ultimo che, in occasione dell’ultimo episodio di violenza verso la madre, nottetempo ha chiamato il 112 dei Carabinieri ponendo fine alle angherie che da anni lui e la mamma subivano.

Per questi motivi i carabinieri della stazione di Fabbrico, se si cono occupati della questione, con le accuse di maltrattamenti in famiglie e lesioni personali hanno denunciato alla competente magistratura un 47enne operaio abitante nella bassa reggiana. La Procura reggiana, condividendo con le risultanze investigative dei carabinieri, ha richiesto ed ottenuto dal GIP del tribunale di Reggio Emilia il provvedimento di allontanamento dal domicilio familiare dell’uomo, vietandogli di accedervi senza autorizzazione del Giudice.

Le indagini hanno rivelato che l’uomo dal 2017 sottoponeva a costanti vessazioni fisiche e morali la moglie sistematicamente insultata, minacciata anche con un martello e picchiata con pugni, schiaffi e calci. Violenze che non risparmiavano anche uno dei due figli, il primogenito, addirittura bagnato con acqua fredda per punizione dopo essere stato denudato. L’ultimo episodio agli inizi del corrente mese, portato alla luce grazie al coraggio del ragazzo, che ha visto il marito prendere a pugni la moglie afferrata per il collo cagionandole lesioni. Violenze poste in essere anche nei confronti del secondogenito intervenuto in difesa della mamma. Raccontando quanto accaduto, quest’ultimo ha permesso al fratello maggiore di dare l’allarme di nascosto al 112. E’ stato l’arrivo dei carabinieri in casa ha riportare la calma, con l’uomo che ha cercato di minimizzare l’accaduto raccontando di una semplice lite. L’intervento dei militari che poi hanno condotto le indagini, ha rivelato una orribile vicenda: la donna da diversi anni era oggetto di gravi vessazioni, subite anche davanti ai figli minori; violenze mai denunciate per paura. Paura vinta invece dal figlio primogenito che, seppur ancora minorenne, ha trovato il coraggio di chiamare i carabinieri e porre fine alla grave situazione.