Home Appennino Reggiano Stroncata dai carabinieri reggiani una fitta rete di spaccio in montagna

Stroncata dai carabinieri reggiani una fitta rete di spaccio in montagna

sequestro-casina2Si è conclusa con l’arresto di due uomini, un correggese ed un sanmartinese, l’attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti posta in essere dai Carabinieri di Casina. Da tempo i Carabinieri del comune montano erano sulle tracce di un giro di spaccio avviato nel comprensorio appenninico. Sabato scorso la svolta nelle indagini. Dopo lunghe ed attente verifiche eseguite anche sulla “tipologia” e sui contatti dei consumatori di volta in volta controllati, i Carabinieri della Stazione di Casina, avendo ormai la certezza del suo coinvolgimento, nel pomeriggio di sabato hanno bussato alla porta di un 33enne di Correggio, a casa del quale hanno rinvenuto oltre 700 grammi di marijuana, pochi grammi di hashish e a circa 350 euro in contanti ritenuti provento dell’attività illecita, e tutto l’occorrente per il confezionamento della droga tra cui tre bilancini di precisione. Nella disponibilità dell’uomo anche un’agenda sulla quale annotava minuziosamente l’elenco dei clienti ed i loro crediti. Gli accertamenti immediati eseguiti anche sul cellulare del correggese hanno fornito ai militari gli elementi necessari per far convergere la loro attenzione su un altro uomo, un 43enne di San Martino in Rio, anche lui da tempo nel mirino degli investigatori.

sequestro-casinaDa qui alla perquisizione estesa all’abitazione del sanmartinese il passo è stato breve. Poco dopo, infatti, i Carabinieri di Casina si sono presentati anche a casa di quest’ultimo. I loro sospetti si sono concretizzati nel momento in cui, durante la perquisizione, sono spuntati circa mezzo etto di marijuana, pronta per essere immessa sul mercato dello spaccio, e tre piante dello stesso stupefacente, oltre al materiale per il confezionamento e quasi 700 euro in contanti ritenuti provento dello spaccio. Attesa la flagranza di reato entrambi i gli uomini sono stati quindi accompagnati in Caserma ove, dopo aver proceduto al sequestro dello stupefacente e di quant’altro rinvenuto, una volta ultimate le formalità di rito sono stati dichiarati in arresto e posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria  reggiana in attesa del giudizio direttissimo.