Home Appennino Reggiano Spacca le sedie sulla testa della moglie, arrestato dai Carabinieri

Spacca le sedie sulla testa della moglie, arrestato dai Carabinieri

carabinieri-parcoDavanti agli occhi terrorizzati dei piccoli figli, ha pestato la moglie arrivando a spaccargli due sedie di legno sulla testa. Per questo motivo un operaio 36enne residente in un comune dell’Appennino reggiano è stato arrestato dai Carabinieri delle Stazioni di Carpineti e Casina che hanno applicato per la prima volta in provincia di Reggio Emilia le nuove norme introdotte dal recente Decreto Legge sul “femminicidio” che ha inasprito le pene per coloro che si rendono responsabili di violenze contro le donne.

Nel caso in specie le aggravanti ravvisate sono quelle di aver compiuto i maltrattamenti davanti ai figli minori e ai danni della moglie. L’allarme ai Carabinieri poco prima delle 8,00 di ieri 13 settembre è giunto dai vicini di casa dove la vittima con il volto tumefatto e sanguinante aveva trovato rifugio dopo essere riuscita a fuggire alle violenze del marito. All’arrivo i Carabinieri delle Stazioni di Carpineti e Casina, dopo essersi assicurati di affidare i piccoli ad una famiglia vicina, bloccavano l’uomo garantendo i soccorsi alla donna di 35 anni. Trasportata in ospedale veniva ricoverata per un trauma cranico con ferita al padiglione auricolare e per altri traumi e contusioni multiple agli arti ed in sede addominale mentre l’uomo alla luce della flagranza del reato di maltrattamenti in famiglia aggravati dall’averli compiuti ai danni della moglie e davanti ai loro figli minori veniva arrestato e ristretto a disposizione della Procura reggiana. Nella camera da letto i carabinieri hanno rilevato i segni delle violenze: schizzi di sangue, suppellettili in frantumo e sparsi sul pavimento i pezzi delle due sedie di legno rotte sulla testa della moglie. Ancora da chiarire i perché di tale assurda violenza che non si esclude potrebbe essere ricondotta all’abitudinarietà dei soprusi da parte dell’uomo che già nel novembre del 2010 era stato denunciato sempre dai Carabinieri per maltrattamenti in famiglia. In quella circostanza la moglie venne ricoverata con una prognosi di 25 giorni per un grave trauma facciale con frattura delle ossa nasali.