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Sisma di domenica in Appennino: il Prefetto richiama l’attenzione dei Sindaci dei Comuni interessati

sismografo-terremotoIn relazione all’evento sismico che si è verificato nella giornata del 7 settembre 2014, alle ore 12.45, tra le province di Pistoia e Modena, con magnitudo locale pari  a 4.0, ed alle contestuali indicazioni sulle più opportune misure di prevenzione fornite dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile e dalla Regione Emilia-Romagna, il Prefetto Michele di Bari ha proceduto a sensibilizzare gli organi locali di protezione civile richiamando, in particolare, l’attenzione dei Sindaci dei Comuni interessati sulla necessità di procedere ad un’immediata verifica della pianificazione specifica d’emergenza, al controllo della vulnerabilità degli edifici considerati strategici, delle scuole e degli edifici di culto, e ad assicurare la disponibilità ed operatività delle aree e strutture dedicate alle eventuali necessità di una prima assistenza.

Già dal primo momento della scossa questa Prefettura, sulla scorta delle notizie ricevute dalla Sala operativa della Protezione Civile Nazionale, ha allertato i propri servizi, prendendo  immediato contatto con il Sindaco di Fiumalbo, Comune del versante modenese che ha avvertito maggiormente la scossa tellurica, e con gli Uffici territoriali delle Forze dell’Ordine, al fine di sincerarsi della mancanza di danni a persone o cose.

L’evoluzione del fenomeno viene seguita secondo il modello del Piano d’intervento approvato in ambito locale, il quale prevede, al verificarsi di eventi di questo tipo, l’attivazione da parte del Prefetto e del Presidente della Provincia di un Centro Coordinamento Soccorsi e di una Sala Operativa Unica integrati, con la compresenza dei rappresentati di tutti gli Enti ed Uffici coinvolti nella gestione dell’evento e delle relative funzioni, per il coordinamento ed il supporto decisionale ed organizzativo soprattutto nelle prime fasi emergenziali. In considerazione della conformazione del territorio e della distanza dei Comuni della montagna con il capoluogo, è prevista inoltre la possibilità di una seconda sede distaccata, da attivarsi presso la sede dell’Unione del Frignano, con specifiche funzioni di supporto ai Comuni e di interfaccia con le altre strutture coinvolte nell’emergenza.