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Serri e Vecchi (PD): “Montagne, stato di calamità e investimenti su manutenzione e prevenzione”

Il Gruppo Pd in Regione ha depositato una proposta di Risoluzione che verrà discussa nella prossima Assemblea Legislativa sul tema del dissesto idrogeologico per chiedere al Governo «di dichiarare lo stato di calamità per far fronte alle conseguenze dell’ondata di maltempo che ha interessato la Regione; di proseguire nell’elaborazione di programmazioni di lungo respiro che insistano sulla manutenzione, il recupero ed il presidio del territorio quali strumenti necessari di prevenzione del dissesto idrogeologico e sollecitare a livello nazionale le strategie integrate e le risorse necessarie a tutelare, proteggere e conservare il territorio italiano, con particolare riguardo per gli ecosistemi più fragili come quello montano».

«La situazione del dissesto idrogeologico dell’Appennino modenese – sottolineano i consiglieri regionali modenesi del PD Luciana Serri e Luciano Vecchi – ha raggiunto livelli di gravità senza precedenti. Ogni giorno si allungano alla lista nuovi smottamenti e frane che intaccano il territorio e procurano gravi danni alle infrastrutture, in particolar modo alla rete viaria e in più casi minacciano e coinvolgono anche abitazioni». «Tutto ciò sta generando grandi preoccupazioni e disagi tra gli abitanti del nostro Appennino. Le abbondanti precipitazioni che hanno caratterizzato l’inverno, ancor oggi persistenti, sono solo una delle cause: occorre riflettere sull’azione positiva della manutenzione ordinaria che previene il dissesto e che non viene più da tempo fatta».

«La Regione Emilia-Romagna è impegnata ad arginare gli effetti dei tagli centrali attraverso risorse proprie ed europee e ha tentato di incentivare la permanenza delle popolazioni montane attraverso il Piano di sviluppo rurale – proseguono i due consiglieri regionali modenesi – L’ultimo Piano regionale triennale, approvato nel 2011, stanzia infatti 183 milioni di euro per la prevenzione del rischio idrogeologico, mentre risorse di emergenza per 8,8 milioni di euro sono state recentemente sbloccate dal patto di Stabilità per far fronte agli eventi alluvionali del novembre scorso».

«Il dissesto del nostro Appennino è un argomento urgente che va trattato in modo sinergico con gli enti e le istituzioni che hanno competenza in materia ambientale, ma va soprattutto fatto un piano straordinario di azioni che metta a disposizione risorse da investire in manutenzione e ripristino del territorio», concludono Serri e Vecchi.