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Scelta Civica sostiene la fusione dei comuni di Villa Minozzo e Toano

fusione-comuni-reggioLe parole espresse dal coordinatore del Partito Democratico della Montagna Valerio Fioravanti sul progetto di fusione dei comuni di Toano e Villa Minozzo sono molto gravi e mettono in luce la scarsa volontà riformatrice di quel partito.

E’ importante infatti sottolineare che i processi di fusione sono incentivati da leggi nazionali e regionali (esiste addirittura un portale dedicato della Regione Emilia-Romagna sul tema http://www.assemblea.emr.it/fusione-di-comuni) , e che abbisognano di sostegno politico pieno. Il PD si riempie la bocca di efficienza della pubblica amministrazione, di riduzione della spesa pubblica. E poi tutte le volte che vi è un’occasione per fare riforme in questa direzione, solleva dubbi e si oppone a processi virtuosi e coraggiosi come quelli che le amministrazioni di Toano e Villa Minozzo hanno messo in campo.

Peraltro le motivazioni sollevate da Fioravanti sono del tutto infondate. Ed evidenziano solo la volontà di ostacolare una riforma importante, che potrebbe fare scuola nella nostra provincia, solo perché è coinvolta un’amministrazione comunale non targata PD.

Entrando nel merito della discussione e delle obiezioni sollevate da Fioravanti, credo sia utile e fondamentale ricordare che le motivazioni di fondo che sottostanno alla fusione sono sostanzialmente due: i risparmi economici (con gli incentivi finanziari) e l’efficienza amministrativa. Il tutto a maggiore beneficio dei cittadini.

Toano e Villa Minozzo stanno procedendo verso la fusione che porterà a risparmi nel costo della macchina politica ed amministrativa; i loro assessori passeranno da 12 a 6, i consiglieri comunali da 34 a 17, un solo Sindaco, meno responsabili di servizio e dirigenti, dipendenti che tenderanno a ridursi ed essere organizzati in modo più efficiente. Maggiori vantaggi ed efficacia deriveranno da una pianificazione territoriale ed urbanistica su dimensioni più consone e tramite l’unificazione degli Uffici Tecnici, lo stesso per le scuole ed i servizi assistenziali, per gli appalti ed i rapporti con i fornitori sottoscritti con maggior forza contrattuale, solo per citare alcune opportunità che la fusione presenta. E il tutto mantenendo uffici e sportelli di prossimità per i cittadini delle due comunità.

L’esperienza tentata delle Unioni Comunali, dove si sono trasferite le competenze strategiche e dove si fanno le vere scelte di governo non si è rivelata sempre adeguata. Le Unioni sono veri e propri enti locali che si aggiungono a quelli esistenti, provocando soltanto un appesantimento della burocrazia senza apportare significativi salti di qualità nell’attività complessiva.

Dalla consapevolezza che lo strumento delle mezze scelte non è stato adeguato, occorre trarre il coraggio e la lungimiranza per proporre concretamente ai cittadini l’avvio del percorso che deve portare alla effettiva riorganizzazione dei Comuni tramite la loro fusione.

Anche la questione della rappresentanza democratica è da Fioravanti totalmente distorta. Infatti semmai è con l’Unione dei Comuni che questa viene a mancare. Infatti mentre i comuni e i consiglieri sono eletti direttamente dai cittadini, le Unioni dei Comuni, che oramai gestiscono molte delle attività dei comuni (spesso ridotti a scatole vuote e a meri organi di controllo), non sono elette dai cittadini e sono enti di secondo livello, amministrati da persone non elette direttamente. Su questo tema forse, il Partito Democratico è più attento alla conservazione delle ‘poltrone’.

Dalle parole di Fioravanti emerge in maniera paradigmatica, la reale volontà conservatrice del Partito Democratico su questi temi. C’è bisogno di cambiamento e di riforme. Non di ostacolare chi coraggiosamente le sta mettendo in campo, indipendentemente dai colori politici.

Scelta Civica è al fianco di chi mette in campo misura di riforme come questa, che vanno nella direzione giusta. Crediamo anzi, che altri comuni della nostra provincia debbano prendere esempio da questo processo di fusione. Non lo impedisce nessuno. Si tratta solo di avere la volontà di farlo. Chi non lo fa è un conservatore.

(Simone Montermini, Coordinatore Provinciale Scelta Civica Reggio Emilia)

 

Immagine: la mappa della proposta sulle fusioni dei comuni nella nostra provincia, proposta da Scelta Civica Reggio Emilia