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Pastori maremmani per proteggere gli allevamenti, assegnati in via sperimentale dalla Provincia ad un’azienda sassolese

maremmaniProvSi chiamano Diana e Atena e sono due cuccioli di pastore maremmano che la Provincia di Modena ha assegnato, in comodato gratuito, a un allevatore di pecore cashmere delle colline di Sassuolo, la ditta Giasone in via Vandelli a S.Michele dei Mucchietti, con l’obiettivo di proteggere il gregge dai predatori, come lupi e cani inselvatichiti ma anche dai furti di bestiame.

L’assegnazione si svolge venerdì 2 agosto (ore 17) con una visita nella sede dell’allevamento di Luca Gozzoli, assessore provinciale alle Politiche faunistiche, e dei tecnici dell’Ausl che collaborano al progetto.

«E’ un’iniziativa sperimentale – spiega Luca Gozzoli, assessore provinciale alle Politiche faunistiche – che parte con questa prima assegnazione alla quale probabilmente ne seguiranno altre, visto che abbiamo già ricevuto altre richieste da parte degli allevatori. Il progetto fa parte delle iniziative a tutela dei nostri allevamenti, non solo dal lupo, ma soprattutto da altri predatori, tra cui i cani inselvatichiti o anche cani non adeguatamente custoditi dai proprietari che possono creare gravi danni agli allevamenti».

Per l’assegnazione dei maremmani la Provincia ha a disposizione risorse regionali pari a sette mila euro, sufficienti a rispondere alle richieste di un’altra decina di allevatori modenesi. Per informazioni: servizio Politiche faunistiche della Provincia, via Scaglia est 15 a Modena (tel. 059 200731).)

Vengono affidati ancora cuccioli perché, crescendo con altri animali, il pastore maremmano sviluppa un innato senso di protezione (in Italia già in epoca romana veniva considerato il più efficace difensore del gregge dai predatori). Sia all’interno dei recinti che durante le transumanze, in caso di pericolo i cani seguono istintivamente efficaci tattiche coordinate di dissuasione e difesa, senza peraltro temere di affrontare direttamente i predatori (indossano pure uno speciale collare chiodato che li protegge dai morsi letali alla gola dei lupi).

Negli ultimi tre anni, la Provincia ha risarcito agli allevatori di ovicaprini circa 28 mila euro per i danni da predazione. Tra gli episodi di queste ultime settimane spicca a Montese l’assalto a una gregge quasi certamente da parte di un lupo (come riportato dal rapporto dell’Ausl previsto in questi casi), ma nel caso più recente il lupo non c’entra: vicino a Modena un allevamento di pecore è stato assaltato da alcuni cani fuggiti al proprietario; in questo caso non sarà la Provincia a risarcire ma i padroni dei cani che sono stati identificati.

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IN TRE ANNI PERSI 250 CAPI, 28 MILA EURO DI RISARCIMENTI

Negli ultimi tre anni, in base ai verbali dei veterinari dell’Ausl, nell’Appennino modenese le predazioni hanno colpito oltre 250 capi, soprattutto pecore, poi agnelli, montoni e capre; ma nell’elenco figurano anche quattro bovini e un cavallo.

I numeri dal 2010 al 2102 sono in sensibile calo: nel 2010 sono state predate 105 pecore mentre nel 2012 sono scese a 41. Per questi danni la Provincia ha liquidato agli allevatori colpiti oltre 28 mila euro.

Nell’Appennino modenese, considerando le imprese di maggiori dimensioni sono attivi quattro allevatori transumanti nel periodo da maggio a novembre con un numero complessivo di circa mille capi ovini. In due di questi allevamenti, sono presenti tre recinti antilupo. Le zone di pascolo sono prevalentemente a Riolunato, Pievepelago, Fiumalbo e Piandellagotti a Frassinoro.

Gli allevatori stanziali di maggiore rilievo sono invece otto con quasi mille capi caprini complessivi e zone di pascolo prevalenti a Fiumalbo, Riolunato e Castelvetro e Val Dragone.

A questi vanno aggiunti diversi allevatori più piccoli autorizzati dall’Ausl con greggi di poche decine di capi.