Home Cronaca Luigi Tollari (CST UIL Modena): “riapriamo il tavolo dei centri estivi”

Luigi Tollari (CST UIL Modena): “riapriamo il tavolo dei centri estivi”

Il Segretario Generale della CST UIL di Modena e Reggio Emilia Luigi Tollari ritiene “che gli effetti devastanti della pandemia causata dal Covid 19, sulla società tutta e sull’economia sta prendendo forma e ci consegna dati a dir poco allarmanti. I temi della sanità vituperata e impoverita negli anni in nome della riduzione lineare dei costi, oggi, seppur con ritardo, danno ragione alle OO.SS quando si sono battute inutilmente negli anni contro scelte poco lungimiranti”.

“Tuttavia nella cosiddetta fase 3 in cui il sistema Italia tenta una ripartenza e con essa recuperare parte delle risorse perdute , uno degli aspetti che molte famiglie chiedono è quella di luoghi sicuri nel rispetto delle normative, dove lasciare i propri figli e consentire ai genitori di recarsi al lavoro. Parliamo dei centri estivi, la cui riapertura è sembrata in dubbio, ma oggi anche grazie alle scelte della nostra Regione sono di nuovo realtà seppure con tante prescrizioni e indicazioni operative.

A questa legittima domanda si è evidenziato una accesa discussione fra il Comune di Modena da una parte e di CGIL e CISL dall’altra. Entrambi consapevoli di dovere ricercare una risposta soddisfacente, ma le modalità evidentemente non trovano condivisione, accendendo i toni e allontanando il traguardo. Abbiamo quindi assistito ad uno scontro molto muscolare, cercando come UIL di portare proposte sensate per trovare un punto di incontro.

La UIL di Modena, sollecita la ripresa del tavolo di confronto, privilegiando l’utilizzo del personale dipendente con una gestione preferibilmente diretta da parte dell’Ente.

Seppure i tempi stretti imporrebbero la messa da parte di improduttive recriminazioni, credo il compito del Sindacato sia la ricerca di un accordo soddisfacente come altri siglati in giro per la nostra stessa Provincia. Del resto se lo si è realizzato in altre realtà non si capisce perchè non lo si possa fare anche a Modena nell’interesse primario della comunità stessa”.