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I sindacati richiedono un incontro urgente con Sindaci e Presidente Provincia su commercio e aperture festive

luminarie-mod-sas-carpiI sindacati del commercio Filcams/Cgil, Fisascat/Cisl, Uiltucs/Uil di Modena, con una lettera rivolta a tutti i Sindaci e al Presidente della Provincia, richiedono un confronto urgente sul commercio e le aperture nelle giornate festive del 1° Novembre 2014, 25 e 26 dicembre 2014 e 1° gennaio 2015, anche in considerazione dello sciopero proclamato per dette giornate.

“Le scriventi OOSS - si legge nella lettera di Filcams/Cgil, Fisascat/Cisl, Uiltucs/Uil rivolta ai Sindaci dei Comuni della Provincia di Modena – sono a richiedere con urgenza un incontro  alla S.V.  per affrontare il tema del commercio e delle aperture commerciali nelle giornate festive  anche a seguito  della  proclamazione di uno sciopero, da parte delle OOSS scriventi, per l’intera giornata nei seguenti giorni: 1° novembre 2014, 25 Dicembre 2014, 26 dicembre 2014, 1 gennaio 2015 per i lavoratori e le lavoratrici operanti in tutto il territorio della provincia di Modena cui sono applicati i CCNL Terziario Distribuzione e Servizi sottoscritti con le Associazioni Datoriali Confcommercio e Confesercenti, nonché del CCNL Distribuzione Cooperativa.

Lo sciopero è reso necessario dal perdurare della condizione di totale deregulation degli orari commerciali vigente nel nostro paese, unico in Europa. Una deregulation i cui perversi effetti, su lavoratori, consumatori ed imprese sono sempre più evidenti e sotto gli occhi di tutti.

Così come nel comune di Modena si è ottenuto, dalle grandi catene della distribuzione e dalle Associazioni del commercio, il rispetto della festività del 1° novembre, crediamo possibile l’estensione della chiusura a tutto il territorio provinciale. Non si comprende per quale motivo ciò che è possibile a Modena non possa esserlo anche a livello provinciale. 

Spett.le Sindaco, restando in attesa di un riscontro urgente alla nostra richiesta  sottolineiamo come le liberalizzazioni, anche nel suo territorio, abbiano peggiorato le condizioni di vita  di lavoratrici e lavoratori e delle loro famiglie e non abbiano prodotto un solo posto di lavoro in più nonostante gli annunci. Chiediamo soluzioni equilibrate per un commercio che faccia convivere servizi, sviluppo, crescita e corretta concorrenza in una dimensione meno frenetica, più umana, più rispettosa delle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori.

Sostenere questi obiettivi, per noi – concludono Filcams/Cgil, Fisascat/Cisl, Uiltucs/Uil – significa anche rispettare e valorizzare il significato e il valore sociale delle festività”.

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“Sig. Presidente,

nella sua qualità di Sindaco di Modena ha ottenuto dalle grandi catene della distribuzione il rispetto della festività del 1° novembre. Chiuderanno Coop e Conad, ma anche gli esercizi commerciali associati a Confesercenti, Confcommercio, CNA e Licom – recita la missiva dei sindacati indirizzata al Presidente della Provincia di Modena Dr Giancarlo Muzzarelli -.

 Le faremo sapere se i firmatari dell’accordo di autoriduzione delle aperture rispetteranno contenuti dei quali, fino ad ora, si sono disinteressati.

Ma è nella sua qualità di Presidente della Provincia che Le scriviamo, per chiedere l’apertura di un tavolo urgente a livello provinciale, per garantire che in tutto il territorio provinciale  venga rispettata quella festività e le altre che seguiranno a dicembre.

Gli interlocutori sono gli stessi di Modena, i temi i medesimi. Non si comprende per quale motivo ciò che è possibile a Modena non possa esserlo anche a livello provinciale.

Un tavolo urgente, Sig. Presidente, che recuperi l’esclusione dei rappresentanti dei lavoratori registrata a Modena. Che affronti i disastri portati dalla liberalizzazione degli orari alla vita di migliaia di lavoratrici e lavoratori ed alle loro famiglie. Che verifichi dove sono finite le migliaia di nuovi posti di lavoro annunciati.

Registriamo allo stesso tempo che la parte più importante delle liberalizzazioni di Monti, quella della libertà di insediamento di nuove strutture commerciali, viene ovunque contrastata dagli stessi alfieri della libertà di orario d’apertura, che difendono la propria (larga) quota di mercato a Modena. Il mercato modenese invece è chiuso, e limitato a poche insegne. Anche di questo dovremmo discutere” – concludono Filcams/Cgil, Fisascat/Cisl, Uiltucs/Uil -.