Home Appennino Modenese Esiste il pericolo di dover ridurre il servizio delle farmacie in Appennino

Esiste il pericolo di dover ridurre il servizio delle farmacie in Appennino

Silvana-Casale-10“Un incontro positivo che ci ha permesso innanzitutto di esporre ai rappresentanti di ben otto comuni dell’Appennino le nostre preoccupazioni rispetto alle crescenti difficoltà che diverse farmacie della zona incontrano nel continuare a garantire il servizio, 365 giorni l’anno, 24 ore su 24. Contestualmente ci ha offerto l’opportunità di fissare alcuni punti comuni sui quali lavorare in modo costruttivo per scongiurare questo serio rischio”. A pronunciare queste parole è il presidente di Federfarma Modena, Silvana Casale, che ha promosso l’incontro al quale erano presenti i sindaci di Pavullo, Romano Canovi, di Polinago, Gian Domenico Tomei, di Pievepelago, Corrado Ferroni, di Riolunato, Giancarlo Cargioli, di Palagano, Fabio Braglia, di Montecreto, Maurizio Cadegiani, oltre agli assessori alle politiche sociali di Fiumalbo, Norberto Nardini e di Fanano, Elisabetta Turchi. Obiettivo dichiarato della riunione tenutasi giovedì 20 giugno scorso nel capoluogo del Frignano era la condivisione di alcune informazioni sul reale stato di salute di alcune farmacie che operano in località periferiche e l’individuazione di soluzioni che consentano di mantenere, se non rafforzare, i servizi già esistenti.

“Da parte degli amministratori pubblici è emerso in modo chiaro il riconoscimento del ruolo centrale della farmacia come presidio sanitario facilmente accessibile e vicino alle persone, in grado, grazie alla presenza di professionisti qualificati, di garantire un servizio essenziale per la tutela della salute. Per questa ragione tutti i presenti hanno mostrato interesse per le proposte presentate dall’Associazione che sostiene la necessità di restituire a pieno alle farmacie il compito di dispensare i farmaci evitando canali di distribuzione alternativi. Gli amministratori pubblici hanno poi aggiunto che l’auspicato rientro completo dei farmaci in farmacia non dovrà ripercuotersi negativamente sui costi che la collettività dovrà sostenere” prosegue Silvana Casale. Federfarma, l’associazione che riunisce la totalità delle farmacie private della provincia, ha così voluto accelerare un percorso volto a favorire il confronto con gli amministratori locali e, naturalmente con l’Azienda Usl, e ad evitare che alcune scelte organizzative nell’erogazione dei servizi sanitari, e in particolare nella dispensazione dei farmaci, possano penalizzare i cittadini a partire da quelli dei Comuni più piccoli dell’Appennino, luoghi dove peraltro l’età e la presenza di cosiddetti pazienti fragili è superiore alla media provinciale.

“Il nostro timore è che si continui ad aumentare la cosiddetta distribuzione diretta dei farmaci, magari utilizzando le Case della Salute che si stanno inaugurando proprio in questi giorni, senza avere piena consapevolezza che in questo modo si andrebbe ad alimentare ulteriormente un sistema alternativo alle farmacie del territorio. Se si procederà in questa direzione si toglieranno ulteriori risorse alle farmacie della zona e si metterà a rischio la sopravvivenza di quelle realtà che operano in piccoli comuni garantendo la continuità, 365 giorni l’anno, 24 ore su 24, di un servizio essenziale per la salute dei cittadini. Siamo naturalmente consapevoli che tutti, e quindi anche noi come rappresentanti delle farmacie private del territorio, dobbiamo prendere coscienza dei cambiamenti in atto; vorremmo però offrire un contributo attivo e propositivo e non semplicemente subire delle scelte, nella convinzione che la nostra esperienza e professionalità possano essere utili all’applicazione ancora più puntuale del principio secondo il quale i servizi territoriali, in futuro diverranno ancora più importanti per la salute dei cittadini. Con questo spirito incontreremo nei prossimi giorni il direttore generale dell’Azienda Usl di Modena, Mariella Martini” conclude il presidente di Federfarma Modena, Silvana Casale.