Home Bologna Dogana e Finanza requisiscono a Bologna 70.000 mascherine FFP3. Denunciato l’importatore

Dogana e Finanza requisiscono a Bologna 70.000 mascherine FFP3. Denunciato l’importatore

Funzionari della Dogana di Bologna, congiuntamente ai finanzieri del Comando Provinciale di Bologna, hanno intercettato ed impedito il tentativo di illecita introduzione sul territorio nazionale di 70.000 mascherine di tipo chirurgico e filtranti (DPI FFP3), provenienti dalla Cina, da parte di una società operante nel settore dell’antiinfortunistica con sede in Falconara Marittima (AN).

L’attività di servizio trae origine da una segnalazione pervenuta dal Nucleo di Polizia Economica Finanziaria di Ancona che, nell’effettuare una serie di controlli nei confronti delle aziende importatrici di dispositivi di protezione individuale al fine di prevenire fenomeni speculativi, segnalava la prossima importazione di una partita di mascherine da parte dell’azienda marchigiana attraverso l’Interporto di Bologna. I successivi riscontri documentali, eseguiti dal predetto Nucleo in sinergia con la Dogana e i militari del I Gruppo Bologna, permettevano di scoprire come la società importatrice, al fine di eludere eventuali provvedimenti di requisizione, avesse indicato che i D.P.I. fossero tutti destinati a due ospedali campani e ad un’associazione della Protezione Civile operante sul territorio umbro mentre, in realtà, i pezzi effettivamente ordinati da tali enti erano nettamente inferiori. La merce in eccesso, destinata ad alimentare il mercato privato ed eventuali fenomeni speculativi, è stata requisita e successivamente messa a disposizione dell’Agenzia per la Protezione Civile dell’Emilia Romagna per la consegna agli Ospedali del Territorio, mentre l’importatore è stato segnalato alla locale A.G. per violazione dell’art. 483 c.p.

Il risultato conseguito testimonia ancora una volta il costante impegno dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e della Guardia di Finanza che in modo sinergico operano per contrastare i traffici illegali, a tutela della salute pubblica, ancor più in questa delicata fase di emergenza internazionale di rischio sanitario