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Conferenza territoriale sociale e sanitaria della provincia di Modena: approvato il riparto del fondo per la non autosufficienza, illustrato il programma dei cantieri al Policlinico e la riorganizzazione del 118

118-modena-soccorso-okGli adeguamenti tecnologici necessari per la nuova centrale operativa del 118, che sarà operativa entro il primo semestre 2014; la distribuzione del fondo regionale e nazionale per la non autosufficienza; una nuova organizzazione dei cantieri per il ripristino dei danni provocati dal terremoto all’ospedale Policlinico di Modena. Sono i temi trattati nel corso dell’ultima riunione dell’ufficio di presidenza della Conferenza Sociale e Sanitaria Territoriale di Modena (Ctss), presieduta da Emilio Sabattini e Giorgio Pighi, che si è svolta il 19 giugno.

Per quanto riguarda la nuova centrale operativa, sono stati illustrati gli interventi necessari alla riorganizzazione del servizio, che dal prossimo anno comprenderà le province di Modena, Bologna e Ferrara. Una scelta, questa, legata alla necessità di garantire un aumento delle funzionalità tecnologiche e operative del sistema di emergenza, ma soprattutto un aumento dei livelli di sicurezza e continuità di funzionamento del sistema. La nuova centrale unica del 118 sarà operativa per quanto riguarda il territorio modenese entro il giugno 2014. Entro quella data dovranno essere definiti e condivisi gli aspetti procedurali, dovrà essere formato il personale e adeguate le dotazioni tecnologiche.

Per quanto riguarda invece il fondo per la non autosufficienza, la Conferenza territoriale ha approvato il riparto delle risorse messe a disposizione dal Fondo regionale e nazionale per la non autosufficienza che, per l’anno 2013, ammontano complessivamente a 68 milioni di euro, mezzo milione in più rispetto al 2012. La ripartizione tra gli ambiti territoriali distrettuali è la seguente: 9.7 milioni al distretto di Carpi, 8.6 a Mirandola, 19.8 a Modena, 10.2 a Sassuolo, 4.8 a Pavullo, 8.8 a Vignola e 6.1 a Castelfranco.

Infine, il nuovo programma dei lavori di ripristino e consolidamento del Policlinico, alla luce dell’accurato lavoro di approfondimento realizzato dopo il cedimento, avvenuto il 24 aprile scorso, della palazzina che aveva ospitato il Reparto di Diagnosi e Cura dell’Azienda Usl. A stilarlo è stato il gruppo tecnico appositamente creato, composto da specialisti interni e tecnici esterni, rappresentanti della Regione, dell’Università e del Comitato Tecnico Scientifico per l’antisismica regionale. La loro attenzione si è concentrata prioritariamente sugli aspetti relativi al miglioramento delle condizioni operative dei cantieri e questo ha consentito di definire le migliori modalità attraverso le quali realizzare il piano d’intervento. Il piano di riqualificazione del Policlinico prevede interventi di vario tipo – consolidamenti, realizzazione di nuovi edifici, finiture, ristrutturazioni e demolizioni – ed interessa, secondo modalità differenti, i diversi edifici “storici” che compongono l’ospedale. Le sequenze di realizzazione dell’intervento sono state analizzate con l’obiettivo di ridurre i tempi complessivi delle lavorazioni che più interferiscono sulle attività dell’ospedale. Ciò comporterà alcuni ulteriori trasferimenti, ma ridurrà nel complesso i tempi di realizzazione degli interventi e il disagio degli utenti.

Per gli edifici interessati da lavori di consolidamento in due fasi si è quindi ritenuto utile, avuta la disponibilità dei necessari finanziamenti, avviare da subito anche la seconda fase per accorciare i tempi complessivi e dare continuità agli interventi. Sugli stati di avanzamento del piano saranno costantemente tenuti informati, oltre ai componenti della Conferenza territoriale, anche i rappresentanti del livello istituzionale locale e regionale che presidiano il lavoro di approfondimento in corso.