Home Cronaca Cercano di recuperare credito a suon di minacce: due vicentini denunciati dai...

Cercano di recuperare credito a suon di minacce: due vicentini denunciati dai carabinieri reggiani

Hanno tentato di mettere sotto scacco gli amministratori di un’azienda della bassa reggiana che opera nel settore della logistica, ma sono stati scoperti dai Carabinieri di Albinea e Quattro Castella a cui le vittime si erano rivolte una volta accortisi delle reali intenzioni della titolare e di un dipendente di un’altra società attiva nel vicentino.

I fatti hanno avuto inizio lo scorso febbraio quando l’azienda di Vicenza offre prestazioni lavorative e servizi a quella di Rolo, per un importo complessivo di circa 500 mila euro; impegno che l’azienda reggiana, in crisi economica tanto da essere posta in liquidazione, non riesce però ad onorare. Da qui il tentativo della titolare della ditta vicentina, una 49enne della provincia di Vicenza, di recuperare ad ogni costo il compenso, anche con metodi illeciti, arrivando addirittura a minacciare personalmente e telefonicamente prima l’amministratore delegato e poi il liquidatore subentrato nell’azienda reggiana. Non paga dei risultati ottenuti, la donna ha poi indotto un suo dipendente, identificato in un 48enne sempre della provincia di Vicenza a spalleggiarla nel suo tentativo estorsivo, pena il licenziamento.

Ricevuta la denuncia da parte dei dirigenti della ditta reggiana, i Carabinieri di Albinea, supportati dai colleghi di Quattro Castella, comuni dove risiedono i due amministratori, hanno avviato una meticolosa indagine riuscendo a dimostrare, grazie anche a diverse testimonianze, all’esame dei tabulati telefonici ed alla verifica dei movimenti delle auto dei due vicentini, la veridicità di quanto da questi riferito. Conclusi tutti gli accertamenti e giunti alla certa identificazione dei due responsabili  gli uomini dell’Arma hanno depositato una segnalazione nei loro confronti alla locale Procura della Repubblica, dinanzi alla quale dovranno ora rispondere dei reati di tentata estorsione ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni.