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Cantergiani (Lapam Pavullo): “Il Comune non ipotechi il futuro, ripensare la piscina”

piscina“Le scelte del Comune di Pavullo non devono ipotecare il futuro del paese troppo a lungo termine. Sulla piscina, ad esempio, probabilmente è meglio fare una riflessione più completa. Non vorremmo che, a causa della demolizione della vecchia struttura e dei campi da tennis, si debba accendere un nuovo mutuo che andrebbe a ingessare ulteriormente il bilancio dell’amministrazione per gli anni a venire”. Graziano Cantergiani, presidente Lapam Confartigianato di Pavullo, interviene sulla realizzazione della nuova piscina e, soprattutto, sulla scelta di farla nell’area attualmente occupata dai campi da tennis: “Non discutiamo sulle motivazioni che hanno portato a questa decisione, e nemmeno sul fatto che una nuova piscina sia necessaria per il paese, ma sulle priorità che devono guidare le stesse decisioni. Il bando per la costruzione, ammesso che si trovi il privato che intenda fare l’investimento, è chiaro, quello che non è chiaro è dove si troveranno i soldi necessari (e quanto denaro sarà necessario) per demolire la vecchia struttura e rifare i campi da tennis. Non è che, alla fine, Pavullo corra il rischio di trovarsi con uno ‘scheletro’ di piscina non demolito e senza una struttura per il tennis? O, altrimenti, che venga fatto un mutuo che andrà ad appesantire un bilancio già fortemente ingessato?”.

Infine il presidente Lapam conclude con un altro tema, legato al precedente: “Pensiamo al cinema e alla convenzione pluriennale, che costringe a sborsare denaro pubblico ogni anno per il gestore. La piscina è già certo che vivrà nello stesso modo. Bisogna – sottolinea Cantergiani – mettere il futuro gestore nelle condizioni di avere davanti a sé un ampio tempo per poter rendere l’investimento fruttifero senza il supporto del Comune. Il tutto finalizzato ad alleviare gli oneri a carico del Comune stesso e dargli così la possibilità di diminuire l’imposizione sulle aziende del territorio, messe in ginocchio dalla terribile crisi che stiamo vivendo”.