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Arteumanze, tutte le opere in un click

Tirasassi-per-le-stelleC’è chi, andando per i luoghi del Parco dell’Appennino o della montagna reggiana, vi è giunto per caso. Ma c’è anche chi ha visto tutte le opere grazie alla georeferenziazione indicata su Facebook.

Arteumanze è il festival più naturale e fuori dagli schemi che c’è, incassa i primi riscontri di pubblico nell’edizione 2013 e unisce la “biodegradabilità” delle installazioni artistiche alle più moderne soluzioni tecnologiche, come la georeferenziazione, appunto, attraverso la quale tutte le 26 opere (tranne quella del Parmigiano Reggiano, già consumata!) possono essere facilmente individuate grazie a un navigatore satellitare o a un cellulare di ultima generazione che condurrà al luogo esatto grazie alle coordinate di opera.

Nove comuni coinvolti e, con essi, i territori del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano ospitano questo grandioso festival di vera land art.

Spigolando tra le opere, scopriamo che a Baiso è stato da poco presentato il docufilm “Mantra della terra” sul rosario come pratica devozionale e sociale, che è possibile richiedere all’Associazione Culturale Baiarte e al curatore Corrado Ravazzini. A Busana, presso il Fortino della Sparavalle, è installata la “Macchina delle energie rinnovabili” di Luciano Giansoldati. Ancora Busana presso il Monte Rivarolo, Nismozza dà il meglio di sé l’incantevole “Il viandante alla luna” di Fabrizio Ugoletti (Fabretti). Grande successo di bambini, ma non solo, a Carpineti presso Saccaggio (all’azienda Agriapistica “La Natura”) dove è possibile vedere veri Pagliai di annata, a cura di Agostino Leuratti; una storia raccontata anche dal docufilm “La Luna nel Pagliaio” – da un’idea di Gabriele Arlotti, regia di Ubaldo Montruccoli, Consorzio Conva – che ha aperto il festival.

Certo, incuriosisce gli automobilisti che salgano lungo la ss63, a Campestrino di Carpineti, proprio a lato della statale, il “Bed & breakfast per cicogne” realizzato da Ermanio Beretti, che è anche il curatore artistico di Arteumanze. Sempre nel carpinetano, chi sale al Castello delle Carpinete rimane incantato dalla “Rotoballa delle parole scomparse” posta nell’ex cimitero, un’opera a cura di Francesco Genitoni. Si celebra il Metato come “fabbrica delle castagne” a Marola, rinominato “Castagna grano di montagna”, a cura del Movimento Castanea Sativa che, analogamente, realizza a Cecciola di Ramiseto. E’ andata a ruba (pesava 40,2 kg) “La forma sulla forma”, un’elegantissima lucertola scolpita da Camillo Canovi su una forma di Parmigiano Reggiano della latteria di Cortogno, in occasione della recente fiera di Casina. Località, quest’ultima, dove nello svincolo ss 63 zona Consorzio Agrario è possibile tutt’ora ammirare una “Fionda tirasassi per le stelle”, nel campo degli “opii”, a cura di James Bragazzi ed Emanuele Ferrari. Poco sopra, al Castello di Sarzano, “Le pietre di Sarzano” accolgono in un’atmosfera magica i visitatori con una realizzazione a cura di Renato Borghi.

A Castelnovo ne’ Monti, alla Ca’ di Cagnola, è risultato apprezzatissimo “Estate sulle balle”, due giorni di cultura in un vero teatro di paglia, da un’idea di Mally Tagliati. Sempre a Castelnovo ne’ Monti lungo il sentiero che dall’Eremo sale alla sommità della Pietra è possibile anche ammirare la “Maisonette per cinciallegre” di un incontenibile Camillo Canovi. Poco più sotto, a Ginepro, dinnanzi all’agriturismo, la “Giostra degli angeli ribelli” installata su una quercia secolare da Ermanio Beretti. Salendo, invece, da Felina, al Ponte di Calcinara ci si imbatte in Bismantova “Land Art” una segnalazione naturale richiamata da Paolo Ielli: un campo con la sagoma della Pietra! Sempre la Pietra, a lato della scalinata che sale all’eremo, ospita “Urne al vento” una installazione artistica a cura degli alunni della Scuola secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo di Castelnovo ne’ Monti, coordinati dagli insegnanti Marisa Grimelli, Gianpaolo Marchesi e Giovanni Monaco che, nel capoluogo, invece espongono a Palazzo Ducale “Anse cornute”, con richiamo al patrimonio archeologico montano.

Oggetto di vivace dibattito, a Pianello lungo il Secchia, le vivaci “Arpe di fiume”, nel cuore dell’Appennino Tosco-Emiliano, di Simona Sentieri: stoffe colorate che come arpe accompagnano il concerto dell’acqua che corre. Ancora a Castelnovo Monti, in Zona albiaccio, all’imbocco della salita alla Pieve di S. Maria Assunta, una land art in legno colorata dal titolo “Scrivere, cancellare…” con matita e gomma come metafora della possibilità di migliorare a cura di Renato Borghi. A Collagna, al Passo della Scalucchia fa sognare il “Pallottoliere conta stelle” di Camillo Canovi. Mentre Ligonchio, al Faro sulla vetta che sovrasta il paese, lo scrittore Silvano Scaruffi che, con l’aiuto tecnologico di Fabretti, ha realizzato l’installazione “Pattuglia cani rabbiosi”, un libro in legno che racconta di un gruppo armato che ancora vaga tra quelle montagne. A Ramiseto al Lago Calamone migliaia di persone hanno già avvistato il “Calamon monster” di Camillo Canovi che, ancora, non ha ferito nessuno pur nuotando liberamente tra le acque dell’incantevole specchio d’acqua.

Gran finale di opere a Villa Minozzo. A Sologno il “Bosco a Maggio” con nastri colorati di Benedetto Valdesalici, artista che ha realizzato, nel Castagneto all’ingresso di Civago e nel Castagneto tra Poiano e Sologno un “Omaggio a Ralfo Monti”, l’ultimo dei poeti orali. Da non perdere il Teatro di Stalla a Le Bore venerdì 26 luglio e venerdì 23 agosto. Quindi al Molino di Civago l’installazione moderna “Il fiume in una stanza” di Simona Sentieri e Remo Belletti.

Arteumanze nasce da un’idea di Ermanio Beretti e Simone Bertani a Carpineti tre anni fa e, cresciuta per genialità e coinvolgimento di dieci volte, ora interessa per comunanza i territori del Parco Nazionale dell’Appennino reggiano nonché nove comuni, aggiungendo al tema artistico quello turistico grazie a pacchetti per visitare opere e territorio.

Arteumanze gode del patrocinio del Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano, della Provincia di Reggio Emilia, della Comunità Montana Appennino Reggiano e del sostegno di Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano, Consorzio Conva e dei Comuni coinvolti. Il festival è raccontato in diretta su www.facebook.com/arteumanze, qui tutte le info anche per la georeferenziazione dell opere.