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Appennino modenese, andamento stagione turistica. Confesercenti: “-10% le presenze in giugno e luglio 2013″

Daniele_Cavazza_okStenta a decollare la stagione turistica sull’Appennino modenese. È infatti il segno meno a prevalere fino ad oggi nelle varie località di soggiorno, secondo le prime stime di Assoturismo-Confesercenti Modena, dove il calo delle presenze si aggira intorno al 10%. Tra le cause, la crisi economica ed il maltempo che ha caratterizzato il mese di giugno. “Non incide più di tanto il numero degli arrivi – spiega Daniele Cavazza, responsabile del turismo per Confesercenti Modena – I turisti rimangono affezionati alla nostra montagna. Quanto piuttosto, le presenze e l’effettiva permanenza nelle strutture ricettive, considerato, l’ormai tangibile accorciarsi dei periodi di vacanza. E questo, nonostante i prezzi praticamente invariati da ormai 3 anni. L’auspicio è quello almeno di un recupero. Anche se occorre precisare che un confronto con l’anno passato risulta complicato per la straordinarietà dell’estate 2012. Contrassegnata, da un aumento delle presenze a causa del sisma che aveva costretto tanti cittadini a trovare alloggio presso le strutture ricettive della nostra montagna e dall’ondata di caldo straordinaria durata l’intera estate”.

Andamento stagionale

Il meteo decisamente avverso di giugno ha contribuito alla diminuzione dei vacanzieri, bilanciata solamente dall’arrivo di gruppi sportivi (tipologia turistica che risente comunque della crisi): -15% il calo medio delle presenze. Un po’ meglio luglio. Complice il ritorno delle belle giornate nella seconda metà del mese, il numero dei turisti ha avuto un incremento rispetto al mese precedente, al di sotto delle presenze del 2012: rispetto lo scorso anno infatti la contrazione è del -8%. Poco confortanti anche le prenotazioni per agosto al momento. Anche se, è sempre più usuale prenotare i soggiorni in last minute, in base ad occasioni e offerte.

Presenze turistiche, permanenza e tipologia di soggiorno

Chi sceglie l’Appennino come meta delle proprie vacanze per il clima è soprattutto la clientela anziana, la cui presenza nei due mesi precedenti è stata sostanzialmente stabile, e le famiglie con bambini, che risultano purtroppo invece in diminuzione. In calo anche il turismo legato ai gruppi sportivi, in particolare per l’assottigliarsi del numero medio dei componenti dei gruppi medesimi. Cresce invece il numero di chi sceglie le località montane modenesi per vacanze di tipo ‘dinamico’ (mountain bike, trekking, etc.): in aumento però solo nei fine settimana. In tutti i casi comunque la provenienza dei turisti è assolutamente di prossimità: dall’Emilia Romagna e in particolare dalla nostra città e provincia e da quelle della Toscana, data la facile raggiungibilità.

“Questi dati seppur provvisori – tiene a precisare Cavazza – mostrano chiaramente che, nonostante lo sforzo degli operatori, un’offerta attrattiva con prezzi adeguati alle esigenze di una clientela dalla ridotta capacità di spesa, pur garantendo un buon livello di qualità, non è sufficiente da sola a garantire un aumento o quantomeno una tenuta delle presenze. Pratica per altro che sta inevitabilmente erodendo i margini e la redditività delle imprese. Con tali premesse il sistema turistico dell’Appennino modenese rischia il tracollo se a breve non si provvede a riposizionare il prodotto, promuovendolo come meta low-cost seppur ricca di attrattiva paesaggistica, naturalistica nonché di occasioni ed attività, cultura e gastronomia. E’ la sfida più importante oggi, anche se è vero che le risorse per la promozione turistica sono in diminuzione. Non si può pensare di sopravvivere senza investimenti. Per il futuro e per tenere il passo con gli altri competitor”.