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Alla vista di un posto di blocco urla offese ai Carabinieri e fugge, denunciato

Si trovava in qualità di passeggero nell’auto condotta da un amico quando alla vista di un posto di blocco dei carabinieri di Quattro Castella ha abbassato il finestrino urlando offese nei confronti dei carabinieri. Sebbene i militari non siano riusciti a inseguire l’auto in corsa riuscita ad allontanarsi i militari hanno però rilevato il numero di targa e successivamente trovato l’auto nei parcheggi antistanti un locale pubblico di Quattro Castella dove hanno rintracciato il conducente in compagnia di un amico, entrambi estranei alle offese.

L’urlatore di frasi oltraggiose non era presente con loro ma ciò non ha impedito ai militari di identificarlo e denunciarlo. Con l’accusa di oltraggio a pubblico ufficiale i carabinieri della stazione di Quattro Castella hanno denunciato alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Reggio Emilia un 20enne reggiano. I fatti sono in via Turati di Quattro Castella dove una pattuglia dei carabinieri del paese era impegnato in un posto di blocco finalizzato a garantire la dovuta sicurezza stradale. Durante tale attività nella corsia di opposta percorrenza transitava una Fiat Seicento con tre ragazzi a bordo.

Durante il passaggio uno dei tre dopo aver abbassato il finestrino si lasciava andare ad urla rivolti ai militari del seguente tenore: “carabinieri infami”, “carabinieri pezzi di m…”. I militari proprio perché al di fuori dell’auto di servizio non riuscivano a inseguire l’auto che si allontanava con i militari che comunque riuscivano a rilevare il numero di targa. L’auto, una Fiat Seicento intestata a una donna del paese, non risultava rubata. I militari tuttavia non sono dovuti andare a casa della proprietaria per risalire all’autore delle frasi offensive.

Durante lo stesso servizio, la pattuglia transitando nei pressi di un esercizio pubblico del luogo aveva modo di notare l’auto parcheggiata negli appositi spazi davanti al locale.  Durante i controlli i carabinieri venivano avvicinati da un ragazzo che aveva in uso l’auto e da un suo amico. Dopo le procedure di identificazione i due incalzati dai carabinieri si dichiaravano entrambi estranei alle urla oltraggiose rivolte ai carabinieri ammettendo, non potendo peraltro negare le evidenze, che le stesse erano state proferite da un loro amico che si trovava a bordo della macchina quando è passata in via Turati. Quest’ultimo identificato in un 20enne del paese veniva quindi denunciato alla Procura reggiana per oltraggio a pubblico ufficiale.