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A Serramazzoni i laboratori di “Filosofia dei Bambini”: nelle scuole il progetto “3+3 = 7”

È partito a Serramazzoni, in particolare nelle quarte classi delle scuole Primarie di San Dalmazio e Selva, un progetto pilota di “Filosofia dei Bambini”, condotto dal Prof. Lorenzo Barani. La filosofia insegna a porre e a porsi domande, a pensare e ad esercitare lo spirito d’osservazione. Incoraggia la riflessione, a mettere in discussione ciò che si è acquisito e a considerare le conseguenze dei ragionamenti. Sono, queste, capacità che dovrebbero essere qualità della comunità in generale. Alla base del progetto c’è la considerazione che è cosa differente la filosofia insegnata “ai bambini” da quella “dei bambini”, che è chiamata a formare la logica, l’immaginazione, la capacità di argomentare e, soprattutto, di stabilire relazioni con gli altri. “In particolare – afferma Lorenzo Barani – lavoriamo sul rapporto fra pensiero e immaginazione e per stimolare questo affascinante campo, a Pavullo abbiamo visitato una mostra d’arte contemporanea. I bambini hanno osservato, toccato e descritto la loro esperienza, da tutti definita entusiasmante. Il progetto si concluderà il prossimo maggio con un confronto con il pubblico, che si terrà in piazza a Serramazzoni, che contribuirà a un’ulteriore presa di coscienza dei piccoli filosofi in erba. Il titolo “3+3 = 7”, racchiude sia l’importanza della collaborazione fra la scuola e l’assessorato ad essa dedicato, sia la presa di coscienza di un’esperienza vissuta in prima persona, ma che diventa collettiva”.

“Si tratta di un progetto pilota fortemente voluto dall’amministrazione comunale – sottolinea l’Assessore alla scuola e alla cultura Paola Forni – che puntiamo a far diventare un corso istituzionale, che accompagni gli scolari nel corso della scuola primaria. Imparare a riflettere sulle parole e sui propri pensieri, è un’azione che si sta perdendo e i bambini , presi dalla vita caotica degli adulti, non si soffermano più sul perché delle cose e sulle conseguenze di quanto si dice o si fa, mentre avrebbero tante cose da dirci se ci prendessimo il tempo di chiedergliele e di ascoltarli”.