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Una interessante scoperta del Comitato Scientifico del Cai reggiano nel Comune di Vetto

Valle-del-Tassaro-33La Valle del Tassaro, nel Comune di Vetto, non cessa di riservare sempre nuove sorprese. La valle, area Sic (Sito di interesse comunitario), è uno degli ambienti naturali più belli dell’Appennino emiliano, frequentato da amanti della montagna, visitatori della rocca di Crovara e dei borgi circostanti, ed escursionisti che percorrono i bellissimi sentieri tracciati dal Cai reggiano. Anche il Comitato Scientifico del Cai ne fa spesso meta delle sue ricerche perché la valle offre molti spunti per rintracciare documentazioni  che abbracciano un vasto arco temporale.

Durante una recente escursione del Comitato Scientifico e’ stata fatta un’interessante scoperta: su una parete di arenaria lunga una decina di metri e alta quattro, inclinata di circa 45°, ed orientata in base all’asse elio termico, vi sono sette canalette, scolpite per tutta lunghezza nella roccia, per una profondità di 10 cm x 10, quasi equidistanti e intervallate da piccole conche artificiali che, probabilmente, servivano da gradini. La roccia incassante è costituita da arenaria a grana fine, compatta, che si immerge in direzione ovest. Sulla superficie rocciosa, oltre alle solcature, sono anche state rilevate incisioni riconducibili a piccole vasche, coppelle ed altri segni problematici. La roccia era completamente coperta di muschio e nascosta dalla vegetazione ed è stato arduo liberarla. Tutt’attorno alla parete di arenaria che reca le solcature, sono stati rilevati muretti a secco, allineamenti di rocce ed altri elementi testimoniali che concorrono a manifestare il  particolare interesse del sito.

Avuta una visione d’insieme del luogo, sono cominciate le ipotesi sull’uso e sull’età delle incisioni, ma senza risultato. Sono anche stati intervistati gli anziani del luogo nella speranza di antiche memorie, ma con risposte troppo vaghe.

A cura del Comitato Scientifico del Cai sono state quindi avviate delle ricerche specialistiche, chiamando alcuni esperti per poter giungere ad una migliore interpretazione di queste enigmatiche sculture, che possono aprire nuovi interessanti scenari culturali nella media montagna reggiana.