Home Appennino Reggiano Spiraglio sul Punto nascite di Castelnovo Monti, gruppo tecnico al lavoro

Spiraglio sul Punto nascite di Castelnovo Monti, gruppo tecnico al lavoro

“Le decisioni sul punto nascite di Castelnovo ne’ Monti verranno prese sulla base delle valutazioni della Commissione consultiva tecnico-scientifica Percorso nascita, alla quale la Giunta regionale ha affidato il mandato di condurre valutazioni approfondite della situazione assistenziale perinatale territoriale e ospedaliera”. L’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, è intervenuto in Aula lasciando aperto uno spiraglio in risposta alle interrogazioni- contrarie alla chiusura del punto nascite sull’appennino reggiano- presentate dai consiglieri Gian Luca Sassi (M5s) e Yuri Torri (Sel). “Nei primi 11 mesi del 2016- ha aggiunto l’assessore- il punto nascite di Castelnovo ha registrato l’effettuazione di 139 parti (nel 2015 erano 159) con una percentuale di tagli cesarei complessivi del 28 per cento (lo standard richiesto è del 15 per cento): i criteri che guideranno la decisione sono solo quelli che riguardano la piena garanzia sulla sicurezza delle madri e dei bambini che vengono alla luce”. Venturi ha anche parlato di un progetto di potenziamento dell’intero ospedale Sant’Anna di Reggio Emilia, con effetti anche dal punto di vista occupazionale: “L’obiettivo è quello di rafforzare i servizi forniti al territorio, agendo sia sul fronte della prevenzione sia su quello della cura. In quest’ottica verranno potenziate l’area della emergenza-urgenza, l’attività chirurgica, generale e specialistica (ortopedia, urologia, otorinolaringoiatria), e quella cardiologica, oltre a sperimentare percorsi innovativi di assistenza alle mamme, prima ma soprattutto dopo il parto, insieme a ostetriche e pediatri. Infatti, sarà possibile effettuare l’intero percorso della gravidanza al Sant’Anna così come il puerperio, il periodo post parto”. “Occorre chiarire- è intervenuto Yuri Torri (Sel)– la situazione del Sant’Anna, anche in seguito alle dichiarazioni del direttore generale dell’Ausl di Reggio Emilia”. È opportuno, ha aggiunto, “attendere le risultanze della Commissione tecnico-scientifica, che dovrà tenere conto delle caratteristiche del territorio montano: l’obiettivo deve essere quello di continuare nell’erogazione del servizio nei territori maggiormente decentrati, con criticità orografiche, come quelli montani, mantenendo la sicurezza delle prestazioni sanitarie”. Nell’Appennino reggiano, ha concluso il consigliere, “le associazioni e i comitati del territorio, oltre gli operatori socio-sanitari si sono impegnati in questi mesi nella redazione di un documento in cui si delinea una proposta organica per il mantenimento di tutti i servizi attualmente erogati dal Sant’Anna. La discussione deve continuare partendo da questo documento”.

“Il presidio ospedaliero di Castelnovo ne’ Monti- ha sottolineato Gian Luca Sassi (M5s)– serve un’area che arriva fino a Civago, distante 70 chilometri da Reggio Emilia: la condizione necessaria per vivere in montagna è la presenza dei servizi essenziali, la programmazione sanitaria delle zone montane non può prescindere da quel principio di sussidiarietà responsabile che tiene il più vicino possibile ai cittadini i servizi di base”. Sul punto nascite, ha sottolineato, “occorre intervenire, come chiesto dai cittadini, in tempi rapidi, è sbagliato demandare a una commissione questa decisione”. Occorre invece, ha aggiunto, “tenere conto delle difficoltà orografiche della montagna reggiana, valutando, quindi, sulla base di requisiti più ampi”. Dobbiamo, ha concluso il consigliere, “rilanciare la montagna, aiutare i territori periferici, il servizio deve essere garantito. Auspico una decisione, sensata, consapevole e di buon senso”. Presenti al dibattito un centinaio di rappresentanti dei comitati a sostegno del punto nascite castelnovese, accompagnati dal sindaco di Castelnovo ne’ Monti, Enrico Bini, e dal sindaco di Casina, Stefano Costi. (Cristian Casali)