Home Ambiente Dissesto idrogeologico, Sabattini incontra i parlamentari

Dissesto idrogeologico, Sabattini incontra i parlamentari

Pavullo-SP4-sopralluogo«È necessario che il Governo intervenga con le risorse necessarie per rispondere a tutte le emergenze create dal maltempo ma questo non basterà se non si tutela il territorio sostenendo le imprese agricole e artigianali che lo mantengono in vita. Il Governo dovrebbe quindi rifinanziare le leggi che servono a dare respiro agli agricoltori, agli allevatori e agli artigiani della nostra montagna che rischiano la chiusura se non saranno aiutati». Lo ha affermato il presidente della Provincia di Modena Emilio Sabattini a chiusura del Consiglio provinciale di mercoledì 10 aprile dedicato a fare il punto sui fenomeni di dissesto idrogeologico di queste ultime settimane. Dal dibattito è poi emersa la richiesta concorde di tutti i gruppi consiliari di un allentamento del patto di stabilità per svincolare i fondi necessari per le emergenze ma anche per il consolidamento e la prevenzione.

L’argomento è stato introdotto dall’assessore provinciale alle Infrastrutture Egidio Pagani, che ha annunciato che per realizzare gli interventi indispensabili di sistemazione e messa in sicurezza dei versanti franati servono oltre 2 milioni e 200 mila euro, e dalle relazioni dei tecnici della Provincia.

Aprendo il dibattito Luca Gozzoli (Pd) ha sottolineato come «la buona pianificazione effettuata finora abbia contenuto i danni a persone e cose ma proprio per questo è necessario continuare a investire per salvaguardare il territorio». Livio Degliesposti (Lega nord) ha osservato che «potrebbe esserci stata negligenza nella manutenzione dei fossi» e Bruno Rinaldi (Pdl) ha aggiunto che «bisognerebbe fare maggiore attenzione a come vengono rilasciati permessi di costruire in zone a rischio di frana e investire nel sostegno all’agricoltura». Dante Mazzi (Pdl) ha sostenuto che «non è economico tenere bloccati i soldi che abbiamo, come ci obbliga a fare il patto di stabilità, a maggior ragione adesso che siamo un ente in scadenza: dovremmo poter usare questi soldi per il bene del nostro territorio». Fabio Vicenzi (Udc) ha ricordato che «già molte volte abbiamo chiesto di allentare il patto di stabilità per sostenere gli investimenti ma senza esito. Giusto però chiederlo ancora» mentre Sergio Pederzini (Idv) ha invitato a «dare un segnale forte, che superi la semplice richiesta al Governo». Per Ennio Cottafavi (Pd) «ripristinare non basta, è necessario ricostruire ma per questo ci vogliono non solo soldi, che non ci sono, ma anche personale in più, senza dimenticare che ci sono anche alcuni privati che non fanno la loro parte». «Il quadro è desolante – ha commentato Mauro Sighinolfi (Pdl) – ma finché la Provincia esiste bisogna che sia messa in condizione di dare un segnale di speranza ai cittadini e che possa spendere i soldi che ha in cassa per la necessaria programmazione territoriale sulla montagna».

Secondo Stefano Corti (Lega nord) la soluzione per avere i soldi che servono «è mantenere sul territorio almeno il 75 per cento delle tasse come succederebbe aderendo alla macroregione del nord: un due per cento in più del livello attuale che però lascerebbe in Emilia oltre un miliardo di euro in più, sufficiente per fare tutti gli interventi necessari».

IL PUNTO IL 15 APRILE: SABATTINI INCONTRA PARLAMENTARI MODENESI E SINDACI

Dopo la dichiarazione di stato di emergenza a causa del maltempo, per far fronte alle numerose situazioni critiche sul territorio montano e pedecollinare, il presidente della Provincia di Modena Emilio Sabattini incontrerà lunedì 15 aprile i parlamentari modenesi per fare il punto sulla situazione insieme ai sindaci dei Comuni interessati da frane e smottamenti.

La richiesta di un provvedimento legislativo nazionale per l’emergenza maltempo è stata inviata nei giorni scorsi da Sabattini al presidente della Regione Emilia Romagna e a Maurizio Mainetti, direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile.

Come ha sottolineato anche nel corso della seduta del Consiglio provinciale di mercoledì 10 aprile, la dimensione e la durata dei fenomeni in atto «non è più gestibile con le sole risorse locali. Ad oggi risultano già evacuate diverse abitazioni, intere frazioni e borgate in montagna sono tenute monitorate per l’aggravarsi dei movimenti in atto, molti collegamenti stradali sono parzialmente o totalmente interrotti con conseguente allungamento dei tempi di percorrenza sui percorsi stradali alternativi».

Per far fronte ai primi provvedimenti urgenti per il ripristino della viabilità sulle strade provinciali danneggiate dalle frane, la Provincia ha chiesto inoltre alla Regione un provvedimento urgente per sbloccare dal Patto di stabilità le risorse, già disponibili, ma ferme a causa dei vincoli di spesa.