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Castelnovo Monti, Bini: “Sui servizi ospedalieri ora è importante ragionare ad un livello provinciale, non per singoli distretti”

Negli ultimi giorni resta sempre vivace il dibattito sul futuro dei punti nascite in provincia. Sul tema torna a intervenire il Sindaco di Castelnovo Monti e Presidente dell’Unione dei Comuni Appennino, Enrico Bini: “Nei giorni scorsi l’Unione Tresinaro Secchia ha approvato un Ordine del giorno relativo al punto nascite dell’Ospedale Magati di Scandiano, sceso nel 2016 sotto la soglia dei 500 parti all’anno, e al pari dell’omologo servizio del Sant’Anna di Castelnovo Monti incluso nella richiesta di deroga avanzata dalla Regione al Ministero della Salute, dopo le indicazioni della Commissione regionale nascite che suggeriva la chiusura per entrambi. L’approvazione di questo documento mi spinge a due ordini di considerazioni. Il primo è che il tema posto dall’Ordine del giorno sull’attrattività contrattuale per i medici negli ospedali periferici è condivisibile: il potenziamento degli organici di ginecologi, anestesisti e pediatri è un obiettivo importante per tutta la rete ospedaliera provinciale, da perseguire anche attraverso proposte lavorative in grado di attrarre professionisti. C’è sicuramente un tema di portata nazionale per quanto riguarda la carenza di personale medico, in particolare per alcune specializzazioni, il cui accesso probabilmente è stato eccessivamente ristretto negli ultimi anni: anche nei giorni scorsi, a fronte dei numeri complessivi in Italia per i contratti di formazione medica specialistica indicati dal Ministero della Salute, i giovani della Anaao (Associazione Nazionale Aiuti e Assistenti Ospedalieri) hanno espresso forti dubbi e suggerito di innalzare tali numeri, evidenziando la grave carenza di specialisti rispetto al fabbisogno e ai pensionamenti previsti nei prossimi anni, parlando di un vero e proprio “imbuto formativo”. Ma bisogna anche analizzare se accanto a questa carenza c’è realmente una difficoltà nei nostri ospedali periferici a risultare interessanti per i professionisti, analizzarne le cause compresi i livelli contrattuali”. Prosegue Bini: “Rispetto ad una ulteriore serie di considerazioni contenute nell’Ordine del Giorno, sul fatto di quanto il punto nascite del Magati sia importante per il territorio di riferimento, sulla popolosità del territorio stesso e altre, credo che sarebbe di grande importanza ragionare sull’organizzazione dei servizi su una base provinciale, e non per singoli distretti, vista l’attuale situazione che ha portato anche alla tanto discussa chiusura a turno nei mesi estivi dei punti nascite di Montecchio, Scandiano e Castelnovo. Una discussione che non potrà non tenere conto anche di distanze e tempi di percorrenza, al di là dei parametri sui numeri dei parti, con la consapevolezza che nei prossimi anni difficilmente il trend delle nascite vedrà una inversione di tendenza, e che quindi diventerà sempre più complicato rispettare dei numeri minimi”.

Conclude Bini: “Come abbiamo più volte ribadito, anche nei documenti predisposti sul territorio dell’Appennino e presentati alla Regione a sostegno della richiesta di deroga, il tema della sicurezza si può superare se sarà possibile contare su una dotazione adeguata di personale medico e tecnologie, comprendendo e implementando anche i criteri di turnazione delle equipe che già oggi vengono applicati tra i diversi ospedali e servizi provinciali. Ribadisco anche l’importanza che tutto il territorio provinciale veda una adeguata copertura dei servizi essenziali, non solo in tema di risposta alle emergenze, ma in una più ampia visione di tenuta sociale ed economica dei vari distretti. Chiediamo che la Regione accompagni le richieste di deroga per i punti nascita rivolte al Ministero con una progettualità che consideri già ora tutti questi aspetti, e che ponga le basi per la riorganizzazione provinciale della rete ospedaliera e dei servizi”.