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Appennino modenese: sciatori in aumento, ma gite di un giorno e brevi soggiorni infrasettimanali

Daniele_Cavazza_okÈ una stagione invernale tra poche luci e parecchie ombre quella che tra qualche giorno il territorio montano si lascerà alle spalle. Se da un lato si è registrato un incremento degli appassionati degli sport invernali sulle piste da sci modenesi, dall’altro le presenze nelle strutture ricettive rimangono in linea con lo scorso anno, mentre calano ulteriormente quelle nei ristoranti.“La crisi economica, conformemente all’anno passato non ha mancato di fare sentire il suo peso e il conto salato è stato pagato in primo luogo da albergatori e ristoratori. Non si rinuncia alla neve ma le gite si accorciano ad un giorno solo – spiega Daniele Cavazza, responsabile del turismo per Confesercenti Modena – Qualche segnale positivo arriva dai soggiorni brevi, ma solo infrasettimanali e con offerte estremamente economiche. Continua il declino invece per la settimana bianca”.

Come per l’inverno 2011/2012 anche questa stagione è stata condizionata dalla crisi economica e dal fattore meteorologico in parte avverso: le temperature piuttosto elevate e lo scarso innevamento nel periodo compreso tra il 25 dicembre 2012 e il 6 gennaio 2013, hanno limitato notevolmente l’afflusso turistico, con presenza in linea con i dati estremamente negativi della scorsa stagione. Solo dalla seconda metà di gennaio 2013 con l’arrivo di abbondanti precipitazioni nevose e di conseguenza l’eccellente sciabilità, ha iniziato a registrarsi un deciso incremento di sciatori: risulta in crescita il numero degli skipass venduti, ed in maniera proporzionalmente più contenuta quello dei pernottamenti negli hotel. Le avverse condizioni climatiche che hanno poi caratterizzato gran parte dei fine settimana da febbraio in avanti hanno frenato decisamente la vendita dei pacchetti week end e week end lunghi – decisamente in calo – che stavano cominciando a prendere piede nelle passate stagioni. Anche la Pasqua, che per ragioni di calendario si prospettava periodo interessante per il nostro Appennino, è stata contrassegnata da condizioni climatiche avverse, scoraggiando gli arrivi nelle nostre stazioni turistiche.

Complessivamente il campione di albergatori monitorato da Confesercenti segna una sostanziale stabilità delle presenze rispetto all’inverno 2011/2012, che però ricordiamo come uno dei peggiori degli ultimi anni. Solo i soggiorni infrasettimanali rappresentano una, l’unica, nota positiva di questa stagione, apprezzati dalla clientela perché estremamente economici. Decisamente bassa la richiesta di settimane bianche, in flessione ormai da anni, come del resto le presenze di gruppi organizzati e sportivi. E non va meglio il settore della ristorazione, che raccoglie un ulteriore segno “-“: l’incremento degli sciatori, non ha corrisposto ad un aumento delle presenze nei ristoranti dei comuni dei comprensori sciistici o di quelli limitrofi che anzi chiudono la stagione con un -15% rispetto all’anno passato.

“Se in chiusura di bilancio saranno confermati questi dati in cui emerge un deciso aumento degli skipass venduti, associato però ad una sostanziale stabilità delle presenze nelle strutture ricettive e ad un ulteriore calo dei consumi nei ristoranti, si dovrà aprire una profonda riflessione sulle politiche di promo-commercializzazione del nostro Appennino – fa rilevare Cavazza – Continuare a puntare su un mercato di prossimità composto dalla provincia di Modena e da quelle limitrofe, significa restare appesi alle condizioni meteo. Aprire a nuovi mercati può invece creare nuove opportunità di crescita. Per far questo però occorre modificare il nostro prodotto ma soprattutto le strategie di promo-commercializzazione. Ciò significa che occorrerà investire il Consorzio Valli del Cimone di una più forte responsabilità di coordinamento, nonché di ideazione e progettazione di nuove azioni. Confidiamo che il percorso di cambiamento avviato in occasione dell’ultima assemblea consenta al consorzio di essere all’altezza del compito”.