Home Ambiente A Castelnovo Monti una ordinanza contro la zanzara tigre

A Castelnovo Monti una ordinanza contro la zanzara tigre

La zanzara tigre si è ormai stanziata stabilmente sul territorio della provincia reggiana e anche quest’anno il Comune di Castelnovo Monti è intervenuto per tutelare la salute pubblica: l’ordinanza per limitare la diffusione dell’insetto e scongiurare il rischio di malattie da esso trasmesse è stata rinnovata anche per il 2017.

Oltre al disagio causato dall’aggressività e dalle punture delle femmine di questa specie, infatti, il rischio più grave è la possibilità che la zanzara tigre si dimostri vettore di epidemie di malattie tropicali, come il virus zika e la chikungunya, che nell’estate del 2007 si diffuse nella provincia di Ravenna, con 130 contagi accertati.

L’ordinanza emessa dal sindaco Bini resterà valida fino al 31 ottobre 2017 e interesserà privati cittadini, amministratori condominiali e gestori di attività commerciali, agricole e industriali.

“Per contrastare al meglio questa minaccia è necessaria la collaborazione di tutti – ha detto Chiara Borghi, assessore all’Ambiente del capoluogo montano – La zanzara tigre depone le uova laddove sia presente acqua stagnante: una volta nate, le larve possono diventare adulte solo in presenza di acqua. È sufficiente una quantità minima, quindi è fondamentale evitare ogni possibile ristagno d’acqua o trattarli con prodotti larvicidi qualora non sia possibile eliminare il liquido”.

Le operazioni richieste dall’ordinanza sono essenzialmente queste: evitare l’abbandono e provvedere all’eliminazione di contenitori che possano contenere acqua piovana (in alternativa è possibile la loro chiusura tramite zanzariere o coperchi), provvedere a mantenere sgombri cortili e aree aperte da erbacce e rifiuti che possano comportare ristagni d’acqua, eseguire trattamenti di disinfestazione e larvicidi periodici in tombini, griglie di scarico, pozzetti e in qualsiasi area adibita alla raccolta di acqua.

La mancata osservanza di tali disposizioni comporterà multe da 25 a 500 euro.